La festa dei pallamanisti spinge l’HDZ oltre il 30%

Effetto Thompson sulla politica croata. Ma guadagnano consensi anche Tomašević e Možemo

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La festa dei pallamanisti spinge l’HDZ oltre il 30%
L'accoglienza dei pallamanisti in piazza bano Jelačić a Zagabria. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

Chi ha saputo trarre il maggior vantaggio dal caos politico e simbolico attorno all’accoglienza dei pallamanisti croati, reduci dal bronzo europeo, è stato il governo. A dirlo non sono le impressioni ma i numeri: secondo l’ultimo sondaggio CRO Demoskop, realizzato subito dopo le polemiche sul ricevimento ufficiale e sulla presenza del cantante Marko Perković Thompson, a guadagnarci di più sono stati l’HDZ e il premier Andrej Plenković. Ma anche il sindaco di Zagabria, Tomislav Tomašević, “antagonista” del primo ministro ha fatto un bel balzo in avanti nei consensi.

Il caso, esploso nel pieno delle celebrazioni sportive, ha diviso opinione pubblica e forze politiche, riattivando fratture identitarie tra destra e sinistra. Ma l’effetto finale, almeno sul piano dei consensi, è stato favorevole al partito di governo. L’HDZ torna sopra la soglia del 30 per cento, un risultato che non si vedeva da tempo: il 30,6 per cento degli intervistati lo indica oggi come prima scelta, con un balzo di oltre tre punti rispetto a dicembre. Un segnale di consolidamento che arriva proprio mentre le forze più radicali a destra perdono terreno.

Il Partito socialdemocratico (SDP) resta seconda forza del Paese, con il 23,1 per cento, in lieve crescita ma senza scossoni. Più contenuto ma comunque positivo anche l’avanzamento di Možemo!, che sale al 13,3 per cento. A pagare il prezzo della ritrovata centralità dell’HDZ sono invece le altre opzioni conservatrici: MOST arretra, così come il partito di Marija Selak Raspudić, mentre il Movimento ptriottico (Domovinski pokret), partner di governo, vede quasi dimezzato il proprio consenso, scendendo all’1,6 per cento.

Il riflesso del clima post-accoglienza si nota anche nella classifica dei leader più apprezzati. Il presidente Zoran Milanović resta al primo posto, ma con il suo peggior risultato dell’ultimo anno. Al contrario, Plenković registra il miglior dato nello stesso arco temporale, salendo al 17,9 per cento delle preferenze e recuperando oltre sei punti in due mesi. Cresce in modo significativo anche il sindaco di Zagabria Tomislav Tomašević, che raddoppia quasi il suo indice di gradimento.

Non mancano però le ombre. Plenković resta anche il politico percepito come più negativo da una parte consistente dell’elettorato, con un dato in aumento. Alle sue spalle compare per la prima volta proprio Tomašević, segno che la visibilità, in politica, porta con sé consensi ma anche resistenze.

Alla domanda su quale sia stato l’evento del mese, oltre un terzo degli intervistati indica senza esitazioni il successo della nazionale di pallamano agli Europei, ma insieme alle polemiche sull’organizzazione dell’accoglienza. Un episodio capace di oscurare temi come l’inflazione o le tensioni internazionali e di trasformare una festa sportiva in un catalizzatore politico.

Il sondaggio, condotto dall’agenzia Promocija plus per RTL tra il 2 e il 5 febbraio su un campione di mille persone, fotografa così un paradosso: da uno scontro simbolico che ha acceso gli animi, il governo esce rafforzato, mentre l’opposizione, soprattutto a destra, appare più frammentata e indebolita.

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