Europei di pallamano in Svezia, vietate le canzoni di Thompson

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Europei di pallamano in Svezia, vietate le canzoni di Thompson
Foto: Matija Habljak/PIXSELL

La Federazione europea di pallamano (EHF) ha deciso di vietare fino al termine del Campionato europeo in corso in Svezia la diffusione delle canzoni di Marko Perković Thompson all’interno dei palasport. Una scelta arrivata dopo le polemiche seguite alla vittoria della Croazia sulla Georgia di sabato scorso 17 gennaio, quando nella Malmö Arena è risuonata la canzone “Ako ne znaš što je bilo”, scatenando le proteste di parte del pubblico.

Le proteste e l’intervento immediato

Secondo quanto riportato dal quotidiano svedese Aftonbladet, la EHF avrebbe ricevuto diverse segnalazioni da parte degli spettatori presenti sugli spalti. Da qui la decisione di intervenire rapidamente, chiarendo la propria posizione ai giornalisti svedesi.

La federazione ha spiegato che il brano non faceva parte della playlist ufficiale preparata per l’incontro e che tutti i brani previsti per le partite erano stati preventivamente esaminati dallo staff responsabile dell’intrattenimento e dalla stessa EHF prima dell’inizio del torneo.

Nel comunicato, la EHF precisa che il giorno della partita la delegazione croata aveva chiesto più volte che la canzone venisse trasmessa, ma che la richiesta era stata sistematicamente respinta. Il fatto che il brano sia stato comunque diffuso viene definito “deplorevole” e qualcosa che “non avrebbe mai dovuto accadere”.

Secondo la federazione, la canzone non rappresenta in alcun modo i valori che il Campionato europeo intende promuovere. Non è stato però chiarito chi abbia autorizzato o materialmente fatto partire il brano.

Il profilo controverso del cantante

Nel suo articolo, Aftonbladet ricostruisce anche le ragioni per cui Thompson è considerato una figura controversa. “Marko Perković, questo il suo vero nome, è spesso al centro di accuse di simpatie fasciste. Alcuni testi delle sue canzoni vengono interpretati come riferimenti ai crimini di guerra croati degli anni Novanta o come omaggi al movimento ultranazionalista ustascia della Seconda guerra mondi.ale. Per questi motivi, in passato a Perković e alla sua band è stato vietato di esibirsi in alcuni Paesi europei e le sue canzoni sono generalmente bandite dagli eventi sportivi internazionali”, scrive Aftonbladet.

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