La terza edizione dei Branko Bubić Football Days è dedicata al rapporto tra lo sport e la diplomazia. L’evento è iniziato ieri con una conferenza stampa a palazzo Soardo-Bembo, dove si è annunciato il programma di due giorni che terminerà oggi con un torneo di calcio internazionale dedicato ai giovanissimi. La prima giornata ha visto una conferenza intitolata Diplomazia nello sport, che ha visto la partecipazione di rinomati atleti, rappresentanti del mondo accademico e diplomatici provenienti da Croazia, Italia, Slovenia e altri Paesi esteri. Parallelamente alla parte congressuale, presso il campo da calcio di Valle si sono svolti esclusivi masterclass di allenamento riservati a giovani calciatori. Il secondo giorno della manifestazione, quello odierno, sarà invece dedicato a un torneo internazionale per le categorie giovanili (U11), che quest’anno riunirà numerose squadre provenienti dalla Croazia e dai Paesi vicini. Tra i partecipanti figurano i club croati NK Rijeka, NK Lokomotiva, HNK Gorica e i padroni di casa del NK Istra 1961, le slovene NK Domžale e NK Olimpija di Lubiana, il montenegrino FK Stari Aerodrom, e l’italiana Udinese.

Il presidente dell’Istra 1961, Branko Devide Vincenti, ha espresso soddisfazione per il fatto che la manifestazione, dedicata alla leggenda Branko Bubić, si tenga per il terzo anno consecutivo, sottolineando l’importanza della sua inclusione nel calendario ufficiale de LA LIGA. ”Questo riconoscimento a livello globale è una conferma della qualità della collaborazione e della visione condivisa nello sviluppo dei giovani talenti e nella promozione del calcio”, ha dichiarato il presidente del club istriano. A nome de LA LIGA è intervenuto Esteban Casado, delegato della rete globale, che ha elogiato la crescita della manifestazione e la sua sempre maggiore risonanza internazionale. Ha sottolineato come LA LIGA sostenga con grande entusiasmo questo progetto, che anno dopo anno riesce sempre più a coniugare eccellenza sportiva, formazione e cooperazione internazionale. Infine, ha preso la parola anche il direttore della comunicazione del gruppo BA, Alberto Fernandez Canelo, che ha illustrato il piano strategico di sviluppo del gruppo Baskonia Alaves per gli anni a venire, evidenziando l’importanza delle partnership regionali nel raggiungimento di obiettivi comuni.
All’incontro riservato alla parte diplomatica era presente anche Boris Miletić, presidente della Regione istriana, il quale ha spiegato come dal 2011 al 2024 gli investimenti della Regione nei confronti dello sport siano triplicati. In particolare Miletić ha sottolineato come alla base di tutto il movimento ci siano gli allenatori, circa 1.200 su tutto il territorio, con la Regione che ha finanziato al 100% la formazione di 264 allenatori nell’ultimo periodo e di un altro centinaio che ultimeranno i corsi entro la fine di questo 2025.

Si pensa subito a Luka Modrić
Anche il sindaco di Valle, Edi Pastrovicchio, ha confermato come per lo sport gli investimenti istituzionali siano importantissimi. Il suo discorso si è incentrato sull’intesa che si è formata fra la nuova amministrazione dell’Istra 1961 e il Comune di Valle, con le due parti che negli anni hanno costruito un rapporto non solo di ottima collaborazione professionale, ma anche di vera amicizia, che ha permesso di lavorare insieme ad un percorso di crescita estremamente costruttivo, i cui risultati stanno venendo a galla in modo molto importante negli ultimi mesi. Nel corso della discussione si è parlato di molti temi, riconoscendo però sempre un grande ruolo dello sport nella possibilità di fare diplomazia. Risulta infatti evidente a tutti come viaggiando per il mondo, quando si dice di essere croati, anche nei posti più lontani, ci sia subito un’associazione immediata con Luka Modrić, così come dopo il 1998 c’era quella con Davor Šuker e Zvonimir Boban. “Lo sport apre tantissime porte. Ci permette se non altro di essere conosciuti. Poi però bisogna stare attenti, perché le porte che lo sport riesce ad aprire in poco tempo grazie a dei grandi risultati possono chiudersi altrettanto velocemente a causa dell’incapacità della politica di avere dei buoni rapporti diplomatici”, ha affermato Dejan Plastovski, ministro dell’Economia, del Turismo e dello Sport della Repubblica di Slovenia, nonché ex calciatore.
L’ex pallanuotista Dubravko Šimenc, ora impiegato all’Ente per il turismo della Croazia, ha spiegato come ci sia una promozione molto forte del Paese non solo grazie ai risultati dei grandi campioni, ma anche per merito di un’ottima organizzazione di tante manifestazioni sportive molto riuscite. Fra queste ha menzionato sia i mondiali di pallamano, che per due volte si sono svolti in Croazia, sia la manifestazione ciclistica Istria 300, e più in generale il grande lavoro fatto dall’Istria nel cicloturismo, e senza andare troppo lontano anche l’ATP di tennis che si svolge a Umago. Igor Jukić, del Comitato olimpico croato, ha spiegato come vada però fatta distinzione fra i risultati sportivi di alto livello e quella che è la situazione media nel Paese. Jukić ha spiegato come il primo obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere il livello della Slovenia, non in termini di medaglie ai mondiali, bensì di percentuale della popolazione che pratica lo sport quotidianamente e degli effetti positivi che questa attività motoria ha sulla salute. Con questa mentalità arrivano poi anche i risultati, che sono la punta dell’iceberg. Plastovski gli ha dato ragione in un certo senso, spiegando come in Slovenia pur essendoci una strategia, la stragrande maggioranza dei risultati di alto livello non deriva da essa e che se il documento venisse analizzato nel dettaglio ci si accorgerebbe che nel corso dell’ultimo decennio si è riusciti a realizzare soltanto il 10 per cento di quello che era in programma.
Il sistema Italia
In questo contesto c’è stato un intervento molto importante dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo, che da grande appassionato di sport ha dato volentieri un contributo spiegando il sistema Italia in merito di rapporti fra diplomazia e sport. Egli ha ammesso come anche l’Italia usi lo sport come uno strumento di soft power per fare diplomazia e come per promuovere la cultura italiana si sia deciso ancora molti anni fa di introdurre eventi come la Settimana della lingua italiana nel mondo, la Settimana della cucina italiana e poi una serie di altri eventi, giornalieri, dedicati a vari altri campi d’attività, fra i quali a partire dall’anno scorso rientra anche lo sport. Trichilo ha spiegato pure come lo sport in Italia venga valutato con un giro d’affari di 25 miliardi di euro, il che rappresenta l’1,4 per cento del PIL, mentre gli introiti generati direttamente dallo sport sono di 4,2 miliardi di euro l’anno. Fra le manifestazioni di maggior successo a livello internazionale ha citato il Giro d’Italia, una delle corse ciclistiche di più lunga tradizione nel mondo, che nel corso di tre settimane fa vedere agli spettatori una marea di paesaggi e di città. L’ambasciatore ha citato anche le ormai imminenti Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, un evento che vedrà partecipazioni da tutto il mondo e sarà per l’Italia motivo di vanto a livello internazionale.

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