Discorso dai toni forti sull’Unione europea, sulla Nato e sulla situazione economica del Paese quello pronunciato dal presidente della Repubblica, Zoran Milanović, il quale ha oggi, venerdì 12 settembre, partecipato alla seduta solenne del Consiglio municipale di Ogulin, in occasione della Giornata della Città, fondata all’inizio del XVI secolo nel cuore della Croazia, al crocevia tra Lika, Gorski Kotar e Kordun, ai piedi del maestoso monte Klek.
Milanović ha ribadito con decisione la sua contrarietà a qualsiasi ipotesi di trasformare l’Unione europea in uno Stato sovranazionale. “I confini tra Stati e nazioni non sono un capriccio: hanno un senso perché proteggono. L’Ue non è un impero, ma una comunità di Stati nazionali, ognuno con la propria storia, cultura, fede e tradizioni. Croazia, Portogallo e Finlandia sono mondi completamente diversi, ed è per questo che l’Europa non potrà mai essere un unico Stato. Chi sogna o lavora a un progetto del genere va osservato con attenzione, perché queste idee finiscono per generare disastri umani”, ha dichiarato il Presidente, citato dal canale all news N1.
Pur sottolineando i benefici della cooperazione europea – scambio di idee, commercio, sostegno reciproco e libertà di movimento – Milanović ha messo in guardia dal coltivare illusioni: “Viviamo in un’Europa senza confini, ma anche la vita senza confini ha i suoi problemi”.
Passando al tema della sicurezza, ha distinto il ruolo dell’Ue da quello della Nato: “Siamo nell’Alleanza Atlantica a causa delle esperienze della guerra passata, per difenderci da chi ci ha aggredito, non per generare conflitti o andare in guerra”.
La situazione economica
Una parte rilevante del discorso è stata dedicata all’economia. Milanović ha avvertito che “la Croazia oggi vive a debito”. Dopo alcuni anni con saldo positivo della bilancia dei pagamenti, il Paese è tornato in deficit: “Se non fosse per i fondi europei, il buco sarebbe ancora più grande. Ma questi trasferimenti dureranno solo per un certo periodo, non per sempre. L’Unione europea non è l’America: non può stampare moneta a piacimento”.
Il presidente ha criticato l’uso dei fondi europei, che a suo avviso non contribuiscono a rafforzare la competitività del Paese: “Quasi nulla di ciò che finanziamo con i fondi Ue genera nuovo reddito. Abbiamo aperto completamente le nostre frontiere e gli stranieri producono e vendono da noi senza restrizioni. Se domani inciampiamo, qualcuno verrà a riscuotere i nostri debiti”.
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