La Croazia proclama la sua Zona economica esclusiva

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

La Croazia ha proclamato la sua Zona economica esclusiva (ZEE) nel Mare Adriatico. La decisione è stata approvata all’unanimità dei 141 deputati che oggi hanno partecipato alla seduta del Sabor (in Aula o in videocollegamento), sebbene prima della votazione il deputato Hrvoje Zekanović (HRAST) abbia ribadito le sue perplessità in merito alla reale utilità della manovra ai fini della tutela del versante croato dell’Adriatico. Il nuovo regime entrerà in vigore otto giorni dopo che il decreto varato dal Parlamento di Zagabria sarà stato pubblicato sulle Narodne Novine (sostanzialmente l’equivalente croata della Gazzatta Ufficiale della Repubblica Italiana).
Il rinvio
La mozione era stata presentata al Sabor il 21 gennaio scorso dal ministro degli Affari esteri ed europei, Gordan Grlić Radman. Originalmente l’attivazione della ZEE croata era stata fissata per il 1º febbraio 2021. Tuttavia, i Banski dvori hanno dovuto rivedere i propri piani dopo che le votazioni in calendario al Parlamento il 29 gennaio scorso erano slittate a causa dell’assenza del numero legale. A far mancare il quorum era stata l’opposizione, che sfruttando l’impossibilità del deputato Miroslav Tuđman (ricoverato da più settimane in ospedale a causa del Covid-19 e deceduto il 31 gennaio), di partecipare ai lavori del Sabor. Una mossa, quella dell’opposizione, che aveva mandato su tutte le furie il primo ministro Andrej Plenković. “Hanno lanciato un chiaro segnale politico. Pur sapendo che un deputato dell’HDZ, il più anziano parlamentare di questa legislatura, sta lottando per rimanere in vita non hanno esitato a organizzarsi per far mancare il quorum. Questo non glielo perdoneremo a lungo e sono convinto che non glielo perdonerò neppure l’opinione pubblica”, commentò il premier in margine all’inaugurazione del Rigassificatore offshore di Castelmuschio (Omišalj) e del gasdotto (Castelmuschio-Zlobin) che collega il Terminal GNL alla terraferma.
L’Asse Roma-Zagabria
La proclamazione della Zona economica esclusiva (ZEE), un tema che in Croazia si ripresentava ciclicamente, era tornata in auge in seguito alla riunione plenaria della IV edizione del Comitato di coordinamento dei ministri d’Italia e Croazia copresieduta alla fine del novembre scorso a Zagabria dai ministri degli Affari esteri dei due Paesi, rispettivamente Lugi Di Maio e Gordan Grlić Radman. Seppure con qualche riserva la proposta aveva incassato un ampio consenso da parte delle forze politiche in Croazia.
Il vertice di Trieste
Il 19 dicembre 2020, si ricorda, la questione fu affrontata a Trieste dai ministri degli Affari esteri italiano, croato e sloveno, rispettivamente Luigi Di Maio, Gordan Grlić Radman e Anže Logar. I tre ministri discussero le modalità operative e le aree prioritarie per potenziare la cooperazione trilaterale nel Mare Adriatico. Partendo dai meccanismi di coordinamento esistenti, i ministri hanno avuto un proficuo scambio di vedute sulle prospettive di ulteriore consolidamento della cooperazione, anche alla luce delle informazioni condivise dall’Italia e dalla Croazia in merito alla loro intenzione di proclamare una ZEE nell’Adriatico. Nel comunicato congiunto diramato a termine dell’incontro fu segnalato che Italia, Croazia e Slovenia “condividono la visione dell’Adriatico quale ponte che unisce tutti i popoli nella regione e fonte di benessere e prosperità per tutti”.
Isole artificiali ed energia
Gli esponenti del governo croato hanno ribadito a più riprese che la ZEE coinciderà con l’attuale Zona ittico ecologica protetta (ZERP), proclamato dalla Croazia nel 2003. È stato il primo ministro Andrej Plenković a spiegare che la differenza sostanziale tra le due consiste nel fatto che la ZEE sancirà alla Croazia anche la facoltà di realizzare isole artificiali e maggiori diritti nello sfruttamento dell’energia del mare (incluso il vento) ai fini della produzione di energia elettrica. Il segretario di Stato in seno al Ministero croato degli Affari esteri ed europei, Andreja Metelko Zgombić, nelle scorse settimane aveva puntualizzato che i confini marittimi nell’Adriatico rimarranno quelli stabiliti provvisoriamente fino a quando la linea di demarcazione definitiva non sarà stata pattuita da Zagabria, Roma e Podgorica. Aveva rilevato, inoltre, che anche in seguito alla proclamazione della ZEE permarrà il principio della libera navigazione che sancisce il rispetto del diritto dei Paesi terzi.
Scambio di note
Martedì scorso, in occasione di una visita a Mostar, il ministro Gordan Grlić Radman aveva espresso stupore per la contrarietà alla proclamazione della ZEE da parte della Croazia manifestata per il tramite di una nota ufficiale dalla sua omologa bosniaco-erzegovese, Bisera Turković. Annunciando una contronota, Grlić Radman aveva espresso il sospetto che il parere dalla sua collega non coincide con la linea ufficiale di Sarajevo. Aveva osservato pure che il parere di Biserka Turković era stato contestato dallo stesso Presidente di turno della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, Milorad Dodik.

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