La Croazia pressa l’Olanda: «Siamo un Paese sicuro»

I turisti cercano un po' di refrigerio alla fontana d'Onofrio a Ragusa (Dubrovnik)

Grandi sforzi della diplomazia di Zagabria affinché i Paesi Bassi cancellino la Croazia dalla lista arancione dopo l’aumento del numero di contagi da coronavirus avutosi nei giorni scorsi. Martedì 21 luglio le autorità olandesi avevano invitato i propri cittadini a evitare i viaggi in Croazia, mentre in caso contrario è stato loro “consigliato vivamente” di mettersi in isolamento per 14 giorni. “Sono certo che l’Olanda rivedrà la sua decisione inerente alla Croazia”, ha affermato oggi, venerdì 24 luglio il ministro degli Affari Esteri ed Europei, Gordan Grlić Radman, dicendosi convinto che i turisti olandesi continueranno a soggiornare nelle località di villeggiatura croate.
“Germania, Austria e Slovenia reputano la Croazia un Paese sicuro per quanto riguarda la situazione epidemiologica e per questo motivo siamo molto soddisfatti”. Questo quanto dichiarato a sua volta dal ministro dell’Interno e responsabile della Task force della Protezione civile nazionale, Davor Božinović, dopo che nell’ultimo rapporto pubblicato dal Ministero degli Esteri di Berlino si legge che la Croazia è una destinazione sicura e che non esiste alcuna limitazione al rientro in Germania. Božinović ha fatto sapere ancora che tra giovedì e ieri più di 64mila persone hanno annunciato il loro arrivo in Croazia tramite il sito entercroatia.mup.hr (i vacanzieri stranieri, prima di partire, vengono invitati a compilare il formulario in modo da evitare lunghe attese ai valichi di frontiera).

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