Croazia: in arrivo 2 mln di dosi del vaccino russo Sputnik

Un'infermiera con il vaccino Sputnik V. Foto TASS Newscom/PIXSELL

Una notizia che pochi se l’aspettavano. E’ arrivata nella tarda serata di martedì 16 e parla della possibilità che in Croazia potrebbero arrivare fino a due milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V. In questo modo, oltre ai sieri di altri produttori in procinto di sbarcare nel Paese, la Croazia potrebbe immunizzare entro l’estate il 70% della popolazione, percentuale che dovrebbe essere sufficiente per mettere la parola fine alla pandemia di Covid. Una mossa del governo per salvare la stagione turistica, la vera fonte di guadagno delle casse statali. Il vaccino russo potrebbe giungere anche prima dell’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i farmaci (Ema), il cui via libera – atteso tra marzo e aprile – comunque sarebbe necessario prima di procedere con la vaccinazione. Secondo fonti vicine al governo sentite dai media croati, anche nel caso in cui l’Ema dovesse tentennare, la Halmed (l’Agenzia croata per i farmaci) ha in mano varie alternative per consentire l’inoculazione del siero russo prima dell’ok dell’Ema stessa.
In base a fonti ufficiose, le trattative tra Zagabria e Mosca sono iniziate nei primi giorni di febbraio, non appena la rivista scientifica Lancet ha “sdoganato” lo Sputnik V. Il premier Plenković e il capo della diplomazia Gordan Grlić Radman hanno trattato direttamente con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che lo scorso dicembre, dopo 16 anni d’assenza, ha visitato la Croazia.
“Per noi è importante che le dosi del vaccino russo atterrino in Croazia prima dell’approvazione dell’Ema, poiché così non bisognerà aspettare la suddivisione tra i Paesi membri. In questo modo non violeremo alcun regolamento europeo”, afferma una fonte vicina al primo ministro. Sempre secondo voci ben informate, anche il ministro della Salute, Vili Beroš ha incontrato più volte l’Ambasciatore russo a Zagabria.
Oggi, martedì 17 febbraio, Mosca ha confermato che lo Sputnik V, la cui efficacia contro il Covid è del 91,6%, ha gli effetti desiderati anche contro le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

 

 

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