La Croazia introduce la «13ª pensione»

L’importo non sarà fisso né corrisponderà all’intera pensione mensile: sarà invece proporzionale agli anni di contribuzione

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La Croazia introduce la «13ª pensione»
Foto Željko Jerneić

Il Governo croato ha trasmesso al Parlamento un’importante proposta di riforma della legge sulla previdenza sociale. Il nuovo disegno di legge prevede l’introduzione di un “bonus annuale permanente sulla pensione”, una sorta di 13ª mensilità, insieme a una serie di misure destinate a “rafforzare i diritti dei pensionati, premiare la contribuzione lavorativa e rendere più equo e sostenibile l’intero sistema”.

Un passo avanti per una vecchiaia più dignitosa”, ha commentato il primo ministro Andrej Plenković durante la seduta del’esecutivo.

Bonus annuale proporzionato agli anni di lavoro

Il cuore della riforma è l’introduzione di un bonus pensionistico annuale per tutti i pensionati, erogato a dicembre di ogni anno. Contrariamente alla definizione popolare di 13ª pensione, l’importo non sarà fisso né corrisponderà all’intera pensione mensile: sarà invece proporzionale agli anni di contribuzione”, riporta l’agenzia Hina.

Il primo pagamento è previsto “entro dicembre 2025”, e il Governo stabilirà ogni ottobre l’importo da erogare.

Chi percepisce una pensione senza anni di contribuzione (ad esempio, in base a norme speciali) avrà comunque diritto al bonus, purché abbia “almeno 15 anni di residenza assicurata”.

Nuova formula per adeguare le pensioni

La riforma prevede anche una nuova formula di indicizzazione delle pensioni, calcolata due volte all’anno con un rapporto 85-15 a favore della crescita dei salari. L’obiettivo è raggiungere una “pensione media di 800 euro” entro la fine della legislatura.

Inoltre, per ogni figlio le madri riceveranno “12 mesi di contributi figurativi” (rispetto ai 6 attuali), con un aumento medio delle pensioni future del 3% per figlio.

Dal 1° gennaio 2026, sono previsti ulteriori miglioramenti:

  • Aumento del 3% delle pensioni minime
  • Incremento del 10% delle pensioni d’invalidità
  • Abolizione della penalizzazione per chi sceglie il pensionamento anticipato al compimento dei 70 anni
  • I pensionati che riprendono a lavorare dopo i 65 anni potranno lavorare a tempo pieno mantenendo il 50% della pensione.

Il nuovo testo normativo prevede anche che artigiani e autonomi possano continuare a lavorare percependo il 50% della pensione, mentre i titolari di pensione d’invalidità potranno lavorare fino a 3,5 ore al giorno, senza più essere sottoposti a controlli periodici di idoneità.

Novità anche sul fronte delle pensioni di reversibilità: “sarà aumentata la soglia di reddito” per i familiari che convivono o meno con il defunto, rendendo più facile l’accesso alla pensione di famiglia. Viene inoltre “eliminato il vincolo” che legava il riconoscimento delle unioni di fatto a una data precisa (28 marzo 2008), aggiornando il sistema a una visione più moderna e inclusiva.

“Questa riforma non riguarda solo 1,23 milioni di pensionati, ma anche 1,75 milioni di lavoratori attivi: riguarda il futuro del sistema pensionistico per tutti,” ha sottolineato il ministro del Lavoro, Marin Piletić.

Con questa legge, la Croazia punta a “modernizzare il sistema previdenziale”, tenendo conto della realtà sociale ed economica attuale, premiando il lavoro svolto e “garantendo una maggiore protezione sociale” a chi è più fragile.

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