La crescita della Croazia rallenta: la Banca nazionale taglia le stime sul Pil

Inflazione in calo, ma pesano le incognite legate ai prezzi dell'energia

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La crescita della Croazia rallenta: la Banca nazionale taglia le stime sul Pil
Foto: Luka Antunac/PIXSELL

La crescita dell’economia croata rallenta nel secondo trimestre del 2026. È quanto emerge dalle nuove stime della Banca nazionale croata (HNB), che prevede un aumento del Pil reale dell’1,6% su base annua e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, in netto ribasso rispetto alle valutazioni diffuse in precedenza.
L’istituto centrale attribuisce la revisione soprattutto ai dati deludenti registrati nel mese di maggio, che evidenziano un indebolimento dell’attività economica dopo la sostanziale stagnazione del primo trimestre.

Industria e consumi diminuiscono
Secondo il bollettino della HNB, la produzione industriale e il commercio al dettaglio hanno continuato a mostrare segnali di debolezza. Nei primi due mesi del trimestre la produzione industriale è diminuita del 2,5% rispetto alla media del trimestre precedente, penalizzata soprattutto dal calo della produzione energetica, dei beni strumentali e dei beni di consumo non durevoli.
Anche le vendite al dettaglio hanno subito una contrazione, risentendo dell’aumento dei prezzi dell’energia, che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie e inciso sulla fiducia dei consumatori. A ciò si aggiunge un lieve arretramento del turismo, con un calo di circa l’1% degli arrivi e dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Resta l’incertezza
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione ha rallentato per il secondo mese consecutivo, attestandosi al 4,2% a giugno secondo l’indice armonizzato europeo, grazie soprattutto alla temporanea diminuzione delle quotazioni del petrolio.
La banca centrale avverte tuttavia che il riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente all’inizio di luglio potrebbe riportare sotto pressione i prezzi dell’energia, alimentando nuovi rischi per inflazione, consumi e crescita economica.

Mercato del lavoro ancora solido
Nonostante il rallentamento dell’economia, il mercato del lavoro continua a mostrare segnali positivi. L’occupazione è cresciuta leggermente, la disoccupazione resta in calo su base trimestrale e le retribuzioni continuano ad aumentare a ritmi sostenuti: a maggio i salari lordi nominali sono cresciuti del 9,1% rispetto a un anno prima.
Prosegue anche l’espansione del credito, trainata soprattutto dai finanziamenti alle imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a crescere, seppure con un ritmo leggermente più moderato rispetto ai mesi precedenti.

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