La console Palmieri tra identità ed eccellenze italiane (foto)

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La console Palmieri tra identità ed eccellenze italiane (foto)

Continuano le tappe alle Comunità degli Italiani della console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri. Come promesso all’inizio del suo mandato, la diplomatica italiana sta mantenendo fede al suo impegno di visitare tutti i sodalizi del territorio. Ieri è stata la volta delle Comunità di Villanova, situata nel Comune di Verteneglio e di Cittanova.

Nel primo pomeriggio la console Palmieri è stata accolta dalla presidente della CI di Villanova, Lorena Lubiana Bellè, affiancata dal sindaco di Verteneglio, Neš Sinožić, dalla sua vice in quota Cni, Dionea Sirotić e dalla viceconsole onoraria d’Italia a Buie, Giuseppina Rajko. All’incontro erano presenti pure gli attivisti Ezio Barnabà, Elda Pauluzzi, Rita Bratović, Anilda Hering, Vesna Cattunar e Mauricio Veronese.

Villanova conta 343 abitanti, di cui 170 maggiorenni sono iscritti alla locale Comunità a conferma che questa è un punto di riferimento per l’intera cittadinanza, luogo di ritrovo e incontro per i compaesani. Come constatato nelle sue visite precedenti in Istria, nelle località minori i sodalizi rappresentano l’unica associazione del territorio, che si occupa dell’organizzazione della vita sociale e culturale dell’abitato. Villanova si inserisce in questo contesto, abbracciando tutta la cittadinanza e al contempo promuovendo e diffondendo tradizioni locali. “Nella nostra Comunità è attivo il gruppo folcloristico, custode della memoria del posto. Cerchiamo di mantenere vive usanze nostrane e di tramandarle ai nostri giovani – ha commentato Lorena Lubiana Bellè -. Inoltre, abbiamo anche il settore dei giochi tradizionali, quali la briscola, il tressette e la mora cantada”.

Progetti da realizzare

Sono molti anche i progetti in fase di realizzazione, come quello portato avanti dal signor Ezio Barnabà, alle prese con la stesura del volume “Storia e parlada de Vartaneo e Villanova del Quieto”. La monografia correlata di foto e carte geografiche si pone l’obiettivo di riportare lemmi locali, assieme a nomi e toponimi del territorio, affiancati da traduzioni e spiegazioni in lingua italiana. Nelle 650 pagine previste saranno presenti pure modi di dire, barzellette, così come la storia del luogo.

“Si parla molto dell’esodo successivo alla Seconda guerra mondiale, ma spesso si dimentica di citare l’immigrazione di massa avvenuta negli anni ‘90 – ha commentato il sindaco Neš Sinožić -. In quel periodo moltissime persone dell’ex Jugoslavia si sono trasferite in queste zone e a Villanova queste si sono completamente integrate, assimilando pure la lingua italiana. Un caso raro e positivo: si dà per scontato che le persone che arrivano qui debbano sapere per forza la nostra storia, ma non è così. Solo offrendo loro la possibilità di conoscere il nostro passato riusciremo a integrarli completamente, ma dobbiamo essere i primi ad avere questa apertura mentale”. Un ragionamento che ha trovato d’accordo la diplomatica, consapevole dell’importanza della convivenza per garantire una società armonica. “Bisogna sapersi aprire, così come è importante imparare dagli altri e insegnare loro le usanze locali, solo così non ci si isola e non ci si chiude in se stessi – ha commentato la console Palmieri -. Nel 2025, in un mondo dove i confini tendono a cadere, l’integrazione e la convivenza sono le vie da percorrere”.

Un altro settore molto attivo a Villanova è quello dei laboratori dedicati alla cucina tipica, guidati dalle signore del posto, specializzate in particolare nella pasta fatta in casa e nei dolci quali la pinza, i buzolai e le frittole. Il gruppo lavora molto assieme alle scuole e agli asili, insegnando alle nuove generazioni trucchi e segreti della cucina genuina delle nostre nonne. In questo ambito verrà realizzato un ricettario che includerà le prelibatezze tradizionali della zona in base al periodo dell’anno, con attenzione agli ingredienti stagionali.

Tra cultura e gastronomia

L’incontro è stato anche un’occasione per ammirare la chiesetta di San Michele e ammirare il quadro recentemente restaurato, grazie alla collaborazione con la Regione Veneto. Verteneglio e il suo circondario sono famosi a livello internazionale per i suoi vigneti e per la produzione di vini pregiati, riconosciuti a livello mondiale, perciò era d’obbligo la visita alla cantina del connazionale Cattunar. Sapori raffinati, sapere, cura dei dettagli e tradizioni contraddistinguono la produzione vinicola del territorio, tanto da rendere i prodotti enologici una perla unica nel suo genere.

La cucina e i piatti genuini sono stati il filo conduttore della visita della console in Istria, in quanto alla sera è stata ospite della Comunità degli Italiani di Cittanova, tra gli organizzatori della manifestazione “Che gusto! Wine beer food festival”. L’evento ha raggruppato una 50.ina di produttori di vino, olio e grappe provenienti da Italia, Slovenia e Croazia, a cui si è aggiunta una ricca offerta gastronomica. Il festival ideato dal presidio Slow food Istria si pone l’obiettivo di ridare valore al cibo attraverso il recupero e la salvaguardia delle piccole produzioni gastronomiche minacciate dall’avanzare imperterrito dell’agricoltura industriale. Tra gli organizzatori e gli sponsor figurano pure l’Unione Italiana, l’Università popolare di Trieste, la Città di Cittanova assieme al suo Ente per il turismo, Sergio Nesich Beverforever organizescion, Cibus et terra, Croatia full of food, Italesse e Romerquelle.

“L’idea della serata nasce da varie cose che avevamo organizzato in precedenza nel corso del tempo, attraverso queste iniziative ci siamo accorti che ci mancava un collegamento con la Slovenia e da lì abbiamo pensato di fare ‘Che gusto!’ e unire Italia, Slovenia e Croazia, a cui quest’anno si è aggiunto pure un produttore di prosciutto crudo proveniente dalla Spagna – ci ha spiegato Glauco Bevilacqua, presidente della Giunta esecutiva della Comunità, nonché di Slow food Istria -. Speriamo che il prossimo anno si aggiungano pure produttori francesi con cui siamo in contatto, allargandoci in tutta Europa per il piacere di degustare prodotti seri e saporiti di realtà piccole e sostenibili, cosa per noi molto importante”.

Puntare sulla qualità

Tra gli stand presenti non sono mancate le eccellenze alimentari, tra le quali spiccava quello di una casare pugliese che stava filando la mozzarella con le mani davanti ai numerosi ospiti accorsi a godersi del cibo gustoso, accompagnato da ottimi vini. La manifestazione, giunta alla sua nona edizione, vede il patrocinio del Consolato generale d’Italia a Fiume, per cui la presenza della diplomatica è stata di singolare importanza. “Il Consolato la Settimana della cucina italiana nel mondo che si tiene ogni anno ed è una manifestazione protesa a promuovere le eccellenze eno-gastronomiche, quindi è un settore a cui l’Italia tiene particolarmente – ha commentato la console Iva Palmieri -. ‘Che gusto!’ ci è sembrato una bella occasione per esserci, per concedere il nostro patrocinio e per promuovere i produttori italiani che sono qui in gran numero provenienti da tutta la penisola. Ci fa piacere che ci sia questa comunanza che unisce vari territori e vari Stati”.

Grande soddisfazione pure da parte della Comunità degli Italiani che ha ospitato l’evento e che ha visto un grande afflusso di persone da turisti a connazionali, senza tralasciare gli abitanti locali e i molti curiosi giunta da tutta l’Istria. La manifestazione ha messo in relazione realtà diverse tra loro, accumulate dal comune impegno per proporre prodotti di qualità in grado di raccontare, attraverso gusti, aromi e profumi, la storia e le peculiarità del territorio in cui nascono. “Una bellissima serata, la gente continua ad arrivare, ci aspettiamo un’adesione significativa. Quest’anno abbiamo gli ospiti di Alberobello, dei casali che fanno le mozzarelle davanti a noi, siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti a ospitarli – ha dichiarato Cristina Fattori, presidente della CI di Cittanova -. C’è stata una bella adesione di partecipanti e ne siamo soddisfatti. Tra i vari ospiti abbiamo il piacere di avere la console Iva Palmieri, il presidente dell’UI Maurizio Tremul e il deputato al Parlamento sloveno per la minoranza italiana Felice Ziaza. Vedo tante belle facce e molte persone che vengono anche da lontano, perciò ogni anno cerchiamo di proporre qualche novità”.

Una serata piacevole trascorsa tra eccellenze eno-gastronomiche, sapori unici, chiacchiere tra amici, cullati dal dolce tepore estivo.

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