La comunicazione oggidì spiegata alla minoranza

Il ciclo di conferenze a favore degli imprenditori della CNI organizzato dall’UI ha preso il via con la conferenza di Luana Poleis

Luana Poleis. Foto Ivor Hreljanović

Il ciclo di conferenze ideato dall’Unione Italiana per migliorare la comunicazione degli imprenditori della Comunità Nazionale Italiana è iniziato ieri nel migliore dei modi. La prima delle otto serate in programma è stata condotta da Luana Poleis, nota nel mondo della CNI come presidente della Comunità degli Italiani di Visignano, nonché membro dell’Assemblea dell’Unione Italiana, ma che ieri si è cimentata nella sua veste professionale, di psicologa-psicoterapeuta, esperta fra l’altro appunto in comunicazione e gestione dei conflitti.
Dall’alto di queste sue competenze Luana Poleis ha parlato di vari temi, primo fra tutti di come sia cambiata la comunicazione negli ultimi 50 anni, un cambiamento da lei definito radicale e totale, nel senso che sono cambiate sia la comunicazione pubblica che quella privata, con le novità che non hanno fatto altro che accelerare nel tempo, dove gli ultimi dieci anni una sempre più massiccia comunicazione online ha completato la rivoluzione iniziata negli anni ‘70 del secolo scorso.

“Non puoi non comunicare”

Questa celebre frase dello psicologo austriaco Paul Watzlawick riassume in pieno l’importanza della comunicazione come un processo che riguarda tutti, in ogni momento, sia a livello verbale che non verbale. “Se ci pensate noi comunichiamo tutto il tempo, anche quando siamo in silenzio o semplicemente quando guardiamo altrove”, ha spiegato Luana Poleis ai partecipanti. La prima parte della lezione è stata infatti dedicata a una specie di presa di coscienza sull’importanza del ruolo della comunicazione, per passare poi a una serie di esercizi che dovrebbero permettere di aumentare la propria capacità di comunicare in modo comprensibile per gli altri. “Quando ci sono dei fraintendimenti dobbiamo sempre pensare a come avremmo potuto usare le parole in un altro modo per trasmettere in modo più chiaro il nostro messaggio”, ha spiegato la psicologa.

Comunicare online

Comunicare in rete o in modo fisico non è la stessa cosa, sono diverse le soglie d’attenzione, i contesti, ma anche i dettagli che spostano l’attenzione stessa. “In una sala riunioni di un’azienda è normale che succedano tante cose. Una porta che si apre o un rumore che proviene dall’ufficio accanto sono la normalità e nessuno ci fa caso. La stessa cosa non è però vera per un incontro online. Se si apre la porta dietro alla persona che sta parlando l’attenzione di tutti sarà sulla porta, con una sensazione di fastidio a causa dell’interruzione, seppur temporanea della riunione”, ha spiegato Luana Poleis.
Un altro esempio molto pratico deriva dal prendere appunti. “Se uno prende appunti durante una riunione dal vivo tutti lo percepiranno in modo positivo, online invece si rischia di suscitare la reazione opposta, in quanto gli interlocutori tenderanno a pensare che chi non guarda la telecamera sia concentrato su altre cose”, ha affermato Luana Poleis.

Persuasione

La lezione è poi passata a una serie di esercizi, come pure a degli esempi di tecniche di persuasione, da usare sia online che offline, per ottenere il giusto livello di attenzione e per riuscire a trasmettere il messaggio. “Quando si comunica online è molto più facile che ci siano dei fraintendimenti. Per questo è necessario stare ancora più attenti e sapere esattamente come fare per farci ascoltare, codificando in modo diverso i messaggi. Si deve stare attenti agli effetti della ridondanza e della ripetizione, anche a causa dell’assenza di un feedback”, ha affermato Luana Poleis.

Attenti a non urtare la sensibilità altrui

Infine si è parlato esaurientemente di come la comunicazione sia cambiata anche per l’effetto dell’evolversi della società in cui viviamo. Ora si deve stare molto più attenti rispetto a prima a non urtare le sensibilità di chi potrebbe leggere il messaggio, magari anche interpretandolo male, sentendosi offeso dai suoi contenuti. C’è, dunque, – ha avvertito la psicologa-psicoterapeuta – molta più attenzione a questo particolare rispetto ai periodi precedenti.

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