La CI di Kutina parla il dialetto bellunese

Presentata presso la «Dante Moslavina» la raccolta di filastrocche che mette per iscritto per la prima volta la parlata storica degli italiani arrivati in questa parte della Slavonia più di un secolo fa. Presente all’evento anche l’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo

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La CI di Kutina parla il dialetto bellunese

La Comunità degli Italiani “Dante Moslavina” di Kutina ha presentato il libro “Vien qua che te conte – Sussurri della tradizione”, una raccolta di filastrocche in vecchio dialetto bellunese, ancora vivo in questa variante presso gli italiani di Kutina e della Slavonia, discendenti di coloro che, alla fine dell’Ottocento, si trasferirono da Belluno e dalle aree limitrofe, in questa parte della Croazia. La raccolta ha visto la luce grazie agli sforzi del sodalizio stesso e al supporto dell’Unione Italiana. L’obiettivo della pubblicazione è mantenere vive le tradizioni e i costumi della Comunità, ufficialmente riconosciuta nella Regione.
A prendere parte alla presentazione sono stati l’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo, la rappresentante della minoranza nazionale italiana della Regione, Danijela Di Gallo, la vicepresidente della Regione di Sisak e della Moslavina, Mirjana Oljić, e Kornelija Marošević del Dipartimento amministrativo per gli affari sociali, l’assistenza sociale e la società civile della Città. La cerimonia è stata accompagnata dall’esibizione del Coro bellunese di Kutina.

Danijela Repaja, Marieta Di Gallo e Srećko Kovačević
Danijela Repaja, Marieta Di Gallo e Srećko Kovačević

La pubblicazione raccoglie versi, parole e filastrocche, tramandati oralmente di generazione in generazione nel dialetto bellunese di Ploštine, conservato nella sua forma antica. Pur contando solo trenta pagine, il volume custodisce un prezioso frammento di tradizione e rappresenta un importante contributo alla tutela della memoria, della lingua e dell’identità italiana del territorio. Alla sua realizzazione hanno contribuito i soci della Comunità degli Italiani, che hanno raccolto e trascritto su carta questi frammenti della storia e dell’identità locale. I contenuti sono disponibili anche in formato audio, tramite un collegamento Internet accessibile con codice QR.

L'Ambasciatore Trichilo
L’Ambasciatore Trichilo

Una pubblicazione importante
La presidente della CI, Marieta Di Gallo, ha tenuto una breve presentazione del libro. Successivamente sono intervenuti l’illustratrice dell’opera, Danijela Repaja, e il grafico Srećko Kovačević, che hanno offerto la propria riflessione artistica sul progetto. È seguita una lettura dei versi, durante la quale sono state recitate ad alta voce quattro filastrocche dagli autori. A porgere i saluti finali sono stati, infine, i rappresentanti della Città e della Regione.
“Dal punto di vista linguistico, abbiamo scelto di conservare il dialetto così come i nostri antenati e i nostri nonni lo hanno usato e come i nostri genitori lo usano ancora. Non è stato facile, perché dovevamo trovare un modo per mettere per iscritto parole che fino ad allora vivevano solo nella tradizione orale e per le quali non esisteva una forma scritta consolidata. Parlando con gli esperti di linguistica, abbiamo concordato di scrivere semplicemente così come si pronuncia. In questo modo, posso dire che è nata una forma linguistica mista, unica, però profondamente nostra. Siamo molto soddisfatti della serata”, ha spiegato la presidente del sodalizio.
“Sono stato contento di andare a Kutina, una Comunità che funziona molto bene. Grazie all’Unione Italiana hanno realizzato questo progetto, il loro primo libro. È stato un bell’evento, tutto molto ben organizzato. I miei complimenti”, ha commentato l’ambasciatore Trichilo.

Il Coro bellunese
Il Coro bellunese

Oljić si è congratulata con la CI per la pubblicazione del libro e ha sottolineato l’importanza di preservare le lingue delle minoranze nazionali, poiché “senza la lingua non esistono né cultura né identità”. Marošević ha evidenziato la rilevanza e il lodevole lavoro del sodalizio. “Questo impegno proattivo lascia un segno profondo e positivo, arricchendo la nostra comunità locale attraverso una vasta gamma di attività: dalla cura e salvaguardia della ricca cultura e tradizione italiana fino alle disinteressate azioni umanitarie che contribuiscono significativamente al benessere e all’unità di tutti i nostri concittadini”.

Il libro con le filastrocche
Il libro con le filastrocche

Visita al Made in Italy
Trichilo, oltre all’appuntamento in Comunità, si è recato in missione nella Regione di Sisak e della Moslavina, per visitare gli stabilimenti di due aziende italiane presenti sul territorio. L’ambasciatore ha incontrato dapprima Mauro Gallorini, fondatore della Magel, azienda operante dal 2005 a Mala Gorica nella lavorazione del legno, un settore molto rilevante per le imprese italiane in Croazia. La ditta, che impiega attualmente una settantina di dipendenti, esporta in numerosi Paesi, prevalentemente europei, soprattutto parquet di alta qualità. A Sunja è stato invece ricevuto da Luigino Simeoni, fondatore della Simgro, attiva da oltre 15 anni e specializzata nella produzione di un’ampia gamma di prodotti, tra cui legna da ardere, accendifuoco e pellet. Simeoni è anche titolare dell’azienda Agritalia srl, attiva nella produzione di fertilizzanti biologici, attività svolta in parte anche in Croazia.

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