La chemioterapia non deve subire ritardi

Con la prof.ssa Jelena Roganović sull’attuale situazione nell’Ospedale pediatrico di Costabella

L’Istituto di ematologia, oncologia e genetica clinica di Costabella. Foto Goran Žiković

In questo periodo di emergenza sanitaria, la Clinica pediatrica di Costabella ha ridotto drasticamente – arrivando a circa il 10 p.c. – il numero di piccoli pazienti da accogliere in pronto soccorso. Il motivo è dovuto probabilmente, al fatto che i bambini stanno in isolamento a casa per evitare i rischi di contagio (o altre complicanze), ma anche perché i genitori preferiscono non venire in ospedale se non in casi di estrema necessità. Un reparto che non può, però, permettersi di abbassare la guardia, è quello di ematologia, oncologia e genetica clinica, guidato dalla prof.ssa Jelena Roganović. Le cure di questa categoria di pazienti non hanno subito modifiche. Al momento, come specificato dalla caporeparto, nonché responsabile della Clinica pediatrica di Costabella, ci sono soltanto cinque bambini in cura. “Non è cambiato quasi niente. Accanto ai bimbi c’è sempre uno dei due genitori, con la differenza che ora il genitore non deve abbandonare il reparto per andare a mangiare, ma riceve i pasti direttamente in stanza facendo attenzione a non avere contatti. Bisogna tener di conto che la maggior parte dei tumori maligni infantili ha un decorso aggressivo per cui la chemioterapia non deve mai ritardare, e tantomeno nelle condizioni in cui attualmente viviamo. Sono pazienti con un sistema immunitario molto compromesso, inclini alle infezioni, motivo per cui il personale deve osservare standard di protezione particolarmente alti”, afferma Roganović.

La prof.ssa Jelena Roganović. Foto Nel Pavletic/PIXSELL

L’ospedale diurno lavora come da programma, con l’unica differenza che i pazienti arrivano in un orario predefinito, da rispettare in modo rigoroso. Se possibile, le consultazioni si svolgono per telefono o in forma virtuale. “L’unico modo per tentare di limitare i rischi di contagio da Covid-19 è rappresentato dalla misura di isolamento, che viene comunque imposta ai bambini in chemioterapia intensiva”, spiega ancora il primario.
Per quanto concerne le misure assunte dai dipendenti ospedalieri, consistono nella misurazione della febbre al momento del loro arrivo in clinica e a fine turno, nonché nell’informare chi di dovere in caso di eventuali problemi respiratori. Tutti gli ambienti vengono regolarmente disinfettati in base a protocolli specifici emanati dalla Commissione per le infezioni ospedaliere.

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