La Bugatti-Rimac «romba» a Velika Gorica

La società punta a definire il futuro dell’automobilismo

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La Bugatti-Rimac «romba» a Velika Gorica

La Bugatti Rimac è ora realtà. Le due ditte si sono fuse ieri, dando corpo a una nuova azienda automobilistica il cui obiettivo è sviluppare delle vetture moderne capaci di conquistare il mercato internazionale d’alta gamma. L’unione è stata benedetta dalla Porsche AG e dalla Volkswagen AG, che come azionisti della Rimac e della Bugatti hanno valutato i vantaggi economici di quest’unione, che permetterà sia uno sviluppo delle automobili in quanto tali, che delle tecnologie dei motori e delle batterie per le auto elettriche che sono destinati a diventare componenti fondamentali del mercato del futuro.

 

La Rimac ha completato così un percorso durato 10 anni, che l’ha vista nascere in un garage e svilupparsi fino a diventare una delle più grandi aziende della Croazia, con margini di crescita ancora tutti da scoprire. La nuova azienda farà formalmente parte del Gruppo Rimac, che è ora in possesso del 55 per cento delle azioni della Bugatti Rimac. Mate Rimac, il fondatore, manterrà la sua quota del 35 per cento delle azioni del Gruppo, mentre il 22 per cento di queste sarà in mano della Porsche, l’11 per cento della Hyundai Motor Group e il restante 32 per cento è suddiviso fra azionisti minori.

La ripartizione delle quote azionarie del Gruppo Rimac è alquanto complessa

La produzione di automobili e quella delle componenti elettroniche sarà però completamente divisa da un punto di vista finanziario. Lo sviluppo e la produzione di motori e batterie elettriche sarà infatti affidato ad una nuova azienda, la Rimac Technology, che rimarrà al 100 per cento a far parte del Gruppo Rimac.

Il percorso della Bugatti è invece ben diverso, con la sua storia che risale al 1909, quando l’industriale e designer italiano Ettore Bugatti fondò in Alsazia la sua azienda di auto sportive. L’azienda ebbe grosse difficoltà economiche dopo la morte del suo fondatore, nel 1947, per andare definitivamente in fallimento nel 1963. Fu un altro italiano a riportarla in auge con un piano d’investimenti partito nel 1987 e culminato nel 1998 quando il Gruppo Volkswagen rilevò il prestigioso marchio.

Le due aziende daranno il meglio di sé nei campi dell’innovazione tecnologica e della tradizione automobilistica, con la Porsche che supporterà l’intero progetto fornendo Oliver Blume, presidente della Porsche AG, e Lutz Meschke, vicedirettore finanziario, in qualità di membri del Comitato di controllo della nuova azienda. Un’altra figura importante sarà quella di Christophe Piochon, che da direttore generale della Bugatti passerà ad essere CCO della Bugatti Rimac, ossia colui che si occuperà della generazione dell’immagine di marca. A Larissa Fleischer il ruolo di CFO, da quello precedente di direttrice dei controlli di digitalizzazione e sviluppo dei modelli di business all’interno della Porsche . Emilio Scervo sarà il nuovo CTO, ossia responsabile per il lato tecnico e tecnologico, dopo aver ricoperto lo stesso incarico all’interno della Rimac Automobili e prima ancora in marchi come Aston Martin, McLaren, Mercedes e Ferrari.

Il ruolo del direttore esecutivo del Gruppo Rimac è stato affidato a Mate Rimac, che guiderà anche la Bugatti Rimac e la Rimac Technology. La sede della nuova azienda sarà a Sveta Nedelja, all’intero del Campus di 200mila metri quadrati che deve ancora essere ultimato. La stessa località ospiterà anche la Rimac Technology, che avrà così la possibilità di svilupparsi in un sito progettato appositamente per portare a termine progetti di questo tipo. Il Campus dovrebbe venir ultimato nel 2023, anche se l’operatività effettiva di alcune sue parti sarà precedente a questa data. La Bugatti Rimac inizierà a lavorare con 435 dipendenti, 300 dei quali saranno basati a Sveta Nedelja e altri 135 a Molsheim, in Francia. In un momento successivo si uniranno a questi altri 180 dipendenti della Bugatti Engineering, attualmente dislocati a Wolfsburg, che avranno il compito di supportare la nuova azienda nello sviluppo. La Rimac Technology, invece, si progetta possa operare con circa 900 dipendenti, molti dei quali sono ancora da assumere. Questi numeri, se combinati, porterebbero ad un totale di 1.300 dipendenti l’intero Gruppo Rimac.

“Sarà per me un onore guidare questa nuova compagnia che unisce due marchi destinati ad avere successo. Sono molto curioso di capire quale sarà l’impatto che la Bugatti Rimac sarà in grado di avere sul mercato automobilistico e su tutta l’industria del settore e sono felice dell’opportunità di sviluppare nuove soluzione tecnologiche per le automobili elettriche. È difficile trovare una combinazione migliore della Rimac e della Bugatti. Ognuno porta sul tavolo competenza tecnica, conoscenza e storia, per una ricetta che sembra perfetta. L’agilità della Rimac completerà la tradizione della Bugatti creando delle automobili che saranno un nuovo standard. Abbiamo già iniziato a sviluppare dei nuovi modelli che non vedo l’ora di presentare al pubblico”, ha affermato Rimac. Anche Oliver Blume, presidente della Porsche è convito di tutto ciò, tanto che ha definito questa mossa come quella giusta per entrambe le compagnie, che trarranno beneficio da un’unione tra tradizione e innovazioni.

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