Post terremoto. «La Banovina non è stata dimenticata dallo Stato»

A Petrinja prosegue la demolizione degli edifici pericolanti. Foto: Nikola Cutuk/PIXSELL

Dopo essere stata per mesi sotto i riflettori, la Banovina devastata dal terremoto non fa più notizia ormai da tempo. Di tanto in tanto si segnala soltanto qualche scossa d’assestamento d’intensità peraltro tutt’altro che irrilevante. Sulla ricostruzione e sulle misure per alleviare i disagi dei terremotati non mancano però le polemiche. Gli abitanti di Petrinja in primo luogo sono insoddisfatti della rapidità con cui procede l’opera di ricostruzione del centro storico. Non tutte le macerie sono state ancora rimosse e moltissimi edifici sono in attesa dei necessari interventi per metterli in sicurezza e renderli nuovamente agibili. Spesso e volentieri qualche esponente politico cerca di cavalcare la questione sparando a zero contro la presunta lentezza esasperante con cui procede l’opera di rinnovamento.

Non tutte le macerie sono state ancora rimosse
Non tutte le macerie sono state ancora rimosse. Foto: Nikola Cutuk/PIXSELL

Il premier Andrej Plenković ha cercato ieri di gettare acqua sul fuoco delle polemiche rilevando che è compito dello Stato sostenere il processo di rivitalizzazione delle aree terremotate della Banovina. Il governo, ha affermato il premier, fa la sua parte. Finora sono state restaurate 291 abitazioni lievemente danneggiate, si procede con il sanamento dei pozzi e delle arterie stradali, si distribuiscono generi alimentari ai cittadini. Inoltre è in corso la ricostruzione di 461 case, è stato bandito il concorso per il restauro di altre 3.000 abitazioni, vengono demoliti attualmente 25 impianti pericolanti…
Qualcuno in questi giorni ha puntato l’indice sul fatto che alcuni moduli abitativi forniti ai terremotati sarebbero privi dei servizi igienici. Il premier ha ammesso che ciò è possibile, ma ha fatto presente che si tratta di un’eccezione, non sicuramente della regola. “I contaier commissionati dallo Stato sono arrivati pienamente attrezzati”, ha ribadito il presidente del governo.

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