Cessato l’allarme per l’idrogeno solforato nella zona industriale di Kukuljanovo, alle spalle di Fiume, ma le indagini proseguono. Lo ha comunicato l’Ispettorato di Stato, precisando che le ultime misurazioni non hanno più rilevato la presenza del gas e che al momento non esistono rischi per la popolazione.
L’emergenza era scattata nei giorni scorsi dopo che i tecnici dell’Istituto di Sanità Pubblica della Regione litoraneo-montana avevano rilevato concentrazioni elevate e potenzialmente pericolose di idrogeno solforato (H2S) nella rete fognaria nei pressi dello stabilimento Orada Adriatic di Kukuljanovo. Le segnalazioni dei cittadini per il forte odore avevano fatto intervenire vigili del fuoco, polizia e altri servizi competenti.
Secondo l’Ispettorato, dopo le prime rilevazioni è stato effettuato il lavaggio di un tratto della rete fognaria da parte della società Vodovod i kanalizacija, che gestisce il sistema di scarico dell’area industriale. Già il 7 luglio, le misurazioni effettuate all’esterno dei pozzetti avevano escluso situazioni di pericolo per le persone e i controlli eseguiti giovedì hanno confermato l’assenza di idrogeno solforato.
Anche Goran Crvelin, responsabile del Dipartimento per la tutela ambientale dell’Istituto di Sanità Pubblica regionale, ha confermato che le elevate concentrazioni erano state riscontrate esclusivamente all’interno della rete fognaria. All’esterno era percepibile un forte odore di idrogeno solforato, ma nell’aria non sono mai stati registrati livelli tali da costituire un rischio per la salute. Nella giornata di giovedì, ha aggiunto, l’odore era completamente scomparso.
L’allarme, tuttavia, non chiude il caso. L’Ispettorato di Stato ha annunciato che l’ispezione competente in materia di acque adotterà i provvedimenti previsti dalla normativa nei confronti del soggetto sottoposto a controllo. Una volta disponibili i risultati delle analisi di laboratorio, saranno valutate eventuali ulteriori misure.
Anche la polizia, come riporta l’agenzia Hina, continua gli accertamenti nell’ambito dell’indagine avviata per chiarire l’origine della presenza del gas nella rete fognaria.
Nei giorni scorsi Orada Adriatic aveva respinto qualsiasi collegamento tra la propria attività e le concentrazioni di idrogeno solforato, sostenendo che le verifiche effettuate all’interno dello stabilimento avevano evidenziato valori inferiori ai limiti di legge e che non esiste una “chiara connessione tecnica” tra l’azienda e il fenomeno.
Il sindaco di Bakar, Tomislav Klarić, ha invece assunto una posizione molto dura, annunciando esposti alla Procura di Stato e agli ispettorati competenti e chiedendo la sospensione dell’attività dello stabilimento fino a quando non saranno accertate tutte le circostanze e adottate misure capaci di impedire il ripetersi di episodi simili.
La vicenda riporta inevitabilmente alla memoria la tragedia del dicembre 2024, quando una dipendente di 26 anni perse la vita per un’intossicazione da gas all’interno dello stabilimento Orada Adriatic e altri quindici lavoratori finirono in ospedale.
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