Kolinda: «Negli Usa non mi mandò Tito, ma mio papà macellaio»

Il Presidente della Repubblica uscente commenta le ultime critiche che le sono piovute addosso

Il Capo dello Stato Kolinda Grabar-Kitarović. Foto: Robert Anic/PIXSELL

La campagna elettorale per le prossime Presidenziali, nonostante manchi tuttora la data ufficiale (si vocifera il 22 dicembre, con l’eventuale ballottaggio il 5 gennaio 2020), sembra essersi concentrata su un’unica domanda: si viveva meglio nell’ex Jugoslavia o si sta meglio ora in Croazia?
Anche l’ultima intervista rilasciata dal Capo dello Stato uscente è stata portata avanti su questa falsariga. Kolinda Grabar-Kitarović, infatti, ha subito voluto mettere in chiaro che a mandarla a studiare negli Stati Uniti negli anni Ottanta “non è stato Tito, bensì mio padre, che era macellaio e che faceva i salti mortali per farci vivere una vita dignitosa”.
Durante l’intervista al canale all news N1, al Presidente della Repubblica è stato fatto notare che ha potuto recarsi negli States con il passaporto jugoslavo e che la sua dichiarazione di aver vissuto dalla parte sbagliata della Cortina di ferro non sia completamente esatta. “Sì, è vero, però va ricordato che Tito era una persona intelligente e quando ha capito che l’ex Paese stava andando a rotoli, aveva deciso di allentare la presa…”.
Infine, Kolinda Grabar-Kitarovià è stata molto concisa nell’esprimere un parere sui suoi antagonisti nella corsa al Pantovčak: “Zoran Milianović sarebbe un ritorno al passato, mentre Miroslav Škoro è un esperimento che la Croazia ora non può permettersi”.

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