L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, è morto. Donald Trump annuncia che Khamenei, 86 annim è rimasto ucciso nell’attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell’ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un’immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l’emittente israeliana Channel 12, e allo stesso Trump.
“Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”, scrive Trump in un post su Truth. L’ayatollah “non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati. Abbiamo lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui, o gli altri leader che sono stati uccisi insieme a lui, potessero fare. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese”, prosegue il presidente americano.
“Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri” dei pasdaran, “dell’esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l’immunità da noi. Come ho detto ieri sera, ‘Ora possono avere l’immunità, poi otterranno solo la morte!’. Speriamo che la guardia rivoluzionaria e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un’unità per riportare il Paese alla grandezza che merita”, afferma ancora Trump auspicando un completo regime change. “Questo processo dovrebbe iniziare presto, poiché non solo è morto Khamenei, ma il Paese è stato, in un solo giorno, profondamente distrutto e per certi versi annientato. I bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana o, per tutto il tempo necessario a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il Medio Oriente e nel mondo”, conclude.
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