Jasenovac, la memoria contro l’oblio

0
Jasenovac, la memoria contro l’oblio
Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Sono stati l’inviato del presidente della Repubblica Zoran Milanović, il capo di Gabinetto Orsat Miljenić gli esponenti del Governo, i rappresentanti dei sopravvissuti al campo di prigionia, delle minoranze nazionali (tra questi anche il vicepresidente del Sabor e deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana Furio Radin) e delle associazioni degli antifascisti a rendere omaggio ieri alle vittime del capo di prigionia allestito dal regime ustascia a Jasenovac.

La Colonna della memoria, oggi mercoledì 22 aprile, nell’81º anniversario della fuga degli internati dal lager nell’aprile del 1945, quando gli ultimi 600 detenuti tentarono di sfuggire alle guardie, si è snodata dal Museo delle rimembranze al gigantesco monumento a forma di fiore, dove a deporre rose e a rendere omaggio alle vittime, oltre ai vertici statali e gli esponenti delle minoranze nazionali sono stati pure i rappresentanti diplomatici (tra cui l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo) e i familiari delle vittime.

Paolo Trichilo e Furio Radin a Jasenovac. Foto Ambasciata d’Italia a Zagabria

Costruire una società tollerante

“Abbiamo dimostrato di rispettare il sacrificio delle vittime, di provare empatia per le famiglie di coloro che sono stati uccisi qui e, allo stesso modo, condanniamo il regime ustascia che ha compiuto tali atrocità”, ha dichiarato il presidente del Sabor Gordan Jandroković, esprimendo soddisfazione per la presenza a Jasenovac di “moltissimi” deputati, appartenenti sia alla maggioranza di governo che all’opposizione.

“Condanniamo i crimini del regime ustascia ed esprimiamo il nostro profondo rispetto verso le vittime. Invitiamo i presidi e gli insegnanti affinché il maggior numero possibile di studenti da tutta la Croazia, nell’ambito delle proprie attività extracurricolari, visiti il Centro memoriale di Jasenovac per conoscere direttamente questa parte della stori”, ha affermato il premier Andrej Plenković presente alla commemorazione a Jasenovac denominata quest’anno “Memoria per il futuro”. “Il Governo continuerà, come fatto finora, a sostenere l’attività del Centro memoriale e a rafforzare la cultura della memoria. Continueremo a impegnarci per costruire una società tollerante e inclusiva, che conosca a fondo la propria storia”, ha concluso il primo ministro che accompagnato dal deputato Veljko Kajtazi (al Sabor rappresenta un gruppo di minoranze tra le quali quelle rom ed ebrea) ha deposto una corona di fiori pure al cimitero di Uštica, ossia al memoriale delle vittime rom del campo di prigionia ustascia di Jasenovac.

Non dimenticare, reagire e opporsi

Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti, Franjo Habulin ha sottolineato di non poter accettare le accuse di genocidio provenienti dai Paesi vicini, affermando che la responsabilità fu del regime ustascia dell’NDH e non del popolo croato. “Non esiste un segno di uguaglianza tra il regime ustascia, lo Stato Indipendente di Croazia (NDH) e il popolo croato; di conseguenza, non può reggere l’accusa di genocidio rivolta al popolo croato e non possiamo accettarla”, ha ribadito Habulin ai giornalisti durante la commemorazione a Jasenovac.

La delegazione governativa. Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Il presidente del Partito democratico indipendente serbo (SDSS) e deputato del medesimo schieramento, Milorad Pupovac, ha sottolineato invece l’importanza di reagire e di opporsi a tutti coloro che sminuiscono e offendono la memoria dei prigionieri uccisi nel campo di prigionia ustascia di Jasenovac. “Tanto è importante non dimenticare, quanto lo è reagire e opporsi a chi non interviene”, ha dichiarato Pupovac rispondendo alla domanda di un giornalista su come valuti la relativizzazione dei crimini risalenti all’epoca dell’NDH. Ha inoltre osservato come quest’anno la partecipazione sia stata molto più numerosa rispetto allo scorso anno, definendo il fatto positivo e auspicando che in futuro intervengano ancora più persone, specialmente giovani e coloro “che dovrebbero imparare ciò che è accaduto in questo luogo”.

Secondo l’ex presidente della Repubblica Stjepan Mesić “i vertici dello Stato tollerano la relativizzazione dell’NDH e dei crimini della Seconda Guerra Mondiale”. Ha sottolineato però che il problema maggiore risiede nel sistema educativo, che non istruisce i giovani su quanto accaduto in quel periodo. Il campo di concentramento di Jasenovac è stato un luogo di sterminio, uno dei più noti in Europa, dove le persone venivano condotte per essere uccise a causa della loro diversa fede religiosa o nazionalità, ha evidenziato Mesić.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display