Iva Palmieri: «Dall’Italia del 1946 un messaggio di pace per il mondo di oggi»

Ricevimento e concerto di gala alla CI di Pola promosso dal Consolato generale in occasione della festa del 2 giugno

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Iva Palmieri: «Dall’Italia del 1946 un messaggio di pace per il mondo di oggi»
La console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri

Ricevimento e concerto di gala del Consolato generale d’Italia a Fiume in occasione del 2 giugno. Per l’80º anniversario della Repubblica italiana, la titolare Iva Palmieri e il suo staff hanno lasciato la sede consolare per ricevere ospiti, amici e collaboratori “in trasferta” a Pola nella sua Comunità degli Italiani di via Carrara. Ottima scelta, dettata da motivi di “apertura e avvicinamento” che l’ufficio diplomatico persegue con convinzione. “Come mai a Pola? Stiamo cercando di avvicinarci alla collettività con una serie di attività. Abbiamo allestito svariate missioni di funzionario itinerante, abbiamo ritenuto di avvicinarci anche con questa festa nazionale per consentire a quante più persone possibile qui in Istria di partecipare senza doversi spostare. Stiamo cercando davvero di avvicinarci a tutti voi, spero che lo sforzo sia stato avvertito e in qualche misura apprezzato. Cerchiamo di mettere in campo tante attività di promozione del nostro Paese in senso ampio e speriamo di essere riusciti a fare breccia nel vostro cuore”, ha detto esordendo la console, per spostare quindi l’attenzione del pubblico sull’oggetto delle celebrazioni: l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. E vinse, appunto, quest’ultima.

Suffragio universale
“Era il 2 giugno del 1946 quando si votò la prima volta con la partecipazione della componente femminile della nazione. L’Italia scelse la repubblica in luogo della monarchia. Sono passati ottant’anni, tanti e pochi a seconda dei punti di vista, che ci hanno traghettato in un futuro di maggiore pace e condivisione benché il momento storico è tale che si assiste a situazioni di guerra e tumulto che scuotono gli equilibri mondiali. Ebbene stasera vogliamo offrire un momento di leggerezza ma anche di riflessione sui valori e gli ideali dei nostri popoli in un luogo che si distingue particolarmente per la sua ricchezza: l’Istria, che raccoglie nel proprio seno due anime diverse e tanto altro; una terra estremamente accogliente, da sottolinearsi in questo momento storico di instabilità globale”, ha concluso Iva Palmieri il suo discorso di benvenuto.

l Bellini Ensemble di Catania ha dato vita al concerto “L’Italia in Musica e Cinema”

Pace, dialogo, crescita
Nel messaggio agli italiani all’estero trasmesso in apertura, il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha dato voce all’orgoglio per gli ottant’anni della Repubblica, da festeggiarsi “con una serie di eventi che coinvolgono anche le scuole italiane all’estero” e una “politica estera fondata sull’impegno per la pace, il dialogo e la crescita con la persona umana al centro” di ogni azione e considerazione. “La nostra azione ha due cardini: il legame transatlantico e l’Europa. In una fase internazionale segnata da tensioni e conflitti, l’Italia è in prima linea per sostenere la pace, difendere il diritto internazionale e portare l’assistenza umanitaria alle popolazioni colpite dai conflitti. L’impegno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani nel mondo, per proteggere il lavoro e sostenere le famiglie e le imprese, è costante: nessun italiano, cittadino o impresa, deve sentirsi solo all’estero. La profonda riforma del Ministero, entrata in vigore quest’anno, mira appunto a questo: un Ministero più semplice, trasparente e vicino a cittadini e imprese. Siamo al fianco di chi produce ed esporta nel mondo per promuovere ovunque l’eccellenza del saper fare italiano”, ha detto Tajani, precisando che le libertà in economia e commercio sono anche la condizione sine qua non della stabilità politica. “L’impegno per la crescita è un impegno per la pace. Dove circolano le merci e si costruiscono relazioni economiche, arretrano i conflitti e la violenza”, ha concluso Tajani rivolgendosi agli Italiani all’estero: “Cari italiani, la forza dell’Italia siete voi. Chi lavora, studia, crea, innova e investe, porta ogni giorno nel mondo i valori dell’Italia. Il 2 giugno è la vostra festa, la nostra festa, viva l’Italia”.

«Siamo tutti esuli»
Il deputato al seggio specifico della CNI e vicepresidente del Sabor Furio Radin ha tenuto un discorso che in platea è stato considerato come un messaggio di commiato oltre che d’auguri: “Apparteniamo a una comunità che molti già negli anni della mia giovinezza consideravano destinata a scomparire. Alcuni lo affermavano con sincera preoccupazione, altri, non pochi, con malcelato compiacimento. Ho incontrato persone che avrebbero voluto vedere dissolversi la nostra presenza, ma anche tante donne e uomini che ci hanno sostenuto, rispettato e compreso. È singolare osservare come le ragioni degli uni e degli altri siano state le stesse: ci hanno apprezzato o avversato perché siamo ancora qui, a testimoniare che l’identità non è soltanto una questione geografica. Per restare ciò che si è – ha chiarito Radin – si può salire su un treno o su una nave o meno, cioè si può partire o restare e in entrambi i casi ciò che conta è non rinunciare a sé stessi. In un certo senso siamo tutti esuli. Lo siamo territorialmente, culturalmente, affettivamente, lo siamo perché la storia ha disperso le nostre famiglie in ogni parte del mondo. L’esilio del resto, è una condizione fisica, raramente mentale, e non meno profonda è la condizione di chi è rimasto nella propria terra, immerso in contesti culturali e politici estranei, senza tuttavia rinunciare alla propria identità italiana”.

Marin Corva e Furio Radin sul palco

Corva da sostituto a titolare
Dall’esodo all’attualità che in potenza rinchiude il seme del disastro: “In un tempo di instabilità politica, i valori della pace, della democrazia e della libertà assumono un significato più profondo. La storia ci insegna che i momenti di apparente normalità possono precedere le più grandi atrocità e che nessuna conquista civile può essere considerata definitiva. Anche nel ‘39 si ballava e si stappavano bottiglie di spumante e poi la civiltà è crollata. Con orgoglio celebriamo la Repubblica nata dalle macerie della guerra e dalla sconfitta di un regime totalitario: una Repubblica fondata sulla libertà, sulla democrazia, sulla dignità della persona e sul lavoro che abbiamo amato e continuiamo ad amare senza condizioni di sorta. Viva l’Italia e grazie a tutti per essere rimasti italiani”, ha concluso Radin invitando il suo sostituto “presto successore” Marin Corva a rivolgersi ai presenti. A sua volta il presidente uscente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana ha formulato l’augurio per gli ottant’anni della Repubblica, sostenendo, che anche di qua dal confine, nel nostro piccolo, nel 1946 e 1947 nascevano spontaneamente piccoli ma importanti Circoli di cultura italiana, precursori delle attuali Comunità degli Italiani. Negli ultimi trent’anni, ha detto Corva, abbiamo condiviso sacrifici, duro lavoro e compromessi tutt’altro che facili, non senza apprendere dall’amico Furio come si mantiene la calma anche nei momenti più difficili, e come si affrontano le sfide più scottanti: col sorriso, con la battuta pronta.

Pubblico della grandi occasioni nella Sala spettacoli

«L’Italia in Musica e Cinema»
La serata in onore alla Repubblica italiana ha portato in dono ai polesi e agli istriani un prezioso momento musicale: il concerto del Bellini Ensemble del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania dal titolo “L’Italia in Musica e Cinema” con indimenticabili colonne sonore di Morricone, Rota, Micalizzi e altri, scritte per altrettanto indimenticabili film come il “Gattopardo”, “C’era una volta in America”, “Pane amore e tulipani”, “Mission”, “Romeo and Juliet”, “La vita è bella”, “Malèna” ecc. In apertura, Fabio e Chiara Jurić al violoncello e al pianoforte hanno interpretato in chiave classica i due inni nazionali. In platea, tra gli altri, il deputato al Sabor e sindaco di Cittanova Anteo Milos, la vicepresidente della Regione istriana e il vicesindaco di Pola in quota CNI, Jessica Acquavita e Vito Paoletić, il presidente uscente dell’Assemblea dell’UI Paolo Demarin, Fabrizio Somma (segretario generale dell’Università Popolare di Trieste), Raul Marsetič (direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno), Tiziano Sošić e Giuseppina Rajko, rispettivamente console onorario con sede a Pola e viceconsole onorario a Buie. A nome della Comunità degli Italiani, la presidente Tamara Brussich ha ringraziato e omaggiato Radin per i tanti anni di stretta collaborazione, sostegno e condivisione di obiettivi e valori comuni.

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