SPALATO
“Sono convinto che da tutti questi incontri nascerà qualcosa di buono, sia per la realtà della Comunità Nazionale Italiana sia per tutti i Paesi coinvolti nel gruppo MED9”. È così che il vicepresidente del Sabor e deputato al seggio specifico della CNI Furio Radin ha commentato le sessioni bilaterali tra Italia e Croazia svoltesi a margine della riunione interparlamentare delle Commissioni per gli Affari Esteri dei Paesi del gruppo MED9. L’iniziativa, con focus il tema “Il maestrale del cambiamento: il Mediterraneo come fonte di forza per il futuro dell’Europa?”, ha avuto luogo a Spalato nei giorni scorsi, nell’anno della presidenza croata del forum. Per il gruppo, creato nel 2016 per coordinare l’azione dei Paesi meridionali dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Croazia, Slovenia e Cipro), si è trattato della prima riunione organizzata a livello parlamentare, un formato che ha riscosso successo. I primi incontri bilaterali tra Italia e Croazia si sono svolti nel pomeriggio di martedì. In tale sede, Radin ha incontrato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato italiano Maurizio Gasparri, alla presenza del presidente del Segretariato della Commissione stessa Giovanni Baiocchi. A seguire Gasparri ha avuto un colloquio con il presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento croato Andro Krstulović Opara, alla presenza di delegazioni dei due Paesi. Per conto della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato ha partecipato Baiocchi, mentre per conto della Commissione Affari Esteri del Sabor erano presenti i deputati Zdravka Bušić, Jelena Miloš e Ivica Mesić e i membri del Segretariato della Commissione Renata Škalabrin, Klelija Anastazija Matanić e Irena Gruica. Hanno preso parte all’incontro anche Radin, l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo, la console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri e la capo del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Croazia del Sabor Anamarija Blažević.
CNI al centro
L’incontro tra Gasparri e Radin ha visto al centro quattro tematiche. Dapprima si è discusso della problematica relativa al riconoscimento dei titoli di studio, riguardo la quale Gasparri ha prontamente informato la ministra dell’Università e della Ricerca iatliana Anna Maria Bernini. Successivamente è stato il turno di confrontarsi riguardo i finanziamenti destinati alla CNI. “Siamo naturalmente grati al Governo italiano per i finanziamenti che ci ha accordato in passato e che continua ad accordarci ancora oggi – ha dichiarato Radin –. Tuttavia c’è da constatare che negli ultimi dieci anni tali fondi non sono aumentati, mentre un incremento della loro somma è stato registrato da parte del Governo croato. Un tempo l’entità dei fondi destinati dal Governo italiano alla nostra minoranza in Croazia era maggiore di quella che la Croazia destinava a tutte le minoranze nazionali del Paese messe insieme. Ad oggi, invece, dalla Croazia ci sono tre volte più finanziamenti che dall’Italia. Gasparri ci ha assicurato che presenterà tale questione in Commissione”. Altro punto toccato è stato quello della cittadinanza italiana, alla luce dei recenti cambiamenti apportati alla Legge. “Gli ultimi cambiamenti della nuova Legge rendono più difficile l’acquisizione della cittadinanza italiana per i discendenti. Gasparri ha detto che verificherà sia in Commissione che con il Governo in che misura sarà possibile fare delle eccezioni per la nostra minoranza”, ha affermato Radin. Anche l’ambasciatore Trichilo ha constatato come Gasparri fosse ben consapevole delle “criticità per quanto riguarda l’applicazione della Legge sulla cittadinanza sulla minoranza in Croazia e Slovenia e ha dato una disponibilità ad approfondire la questione”. Come Trichilo ha sottolineato, “le modifiche alla Legge si sono rese necessarie per porre un argine ad alcune strumentalizzazioni che si erano registrate nel tempo in altre zone del mondo”. Ultimo punto trattato quello del Tavolo tecnico italo-croato. “Abbiamo spiegato a Gasparri che sarebbe molto importante che dalla parte croata prendesse parte al tavolo un rappresentante dell’Unione Italiana, mentre dalla parte italiana un rappresentante della Comunità croata. Sarebbe inoltre necessario fare il punto della situazione su quanto realizzato finora, a trent’anni dalla firma dell’Accordo Dini-Granić sulle minoranze”, ha aggiunto Radin. In generale, il deputato CNI si è detto soddisfatto dell’incontro: “Gasparri ha preso nota con molta convinzione delle questioni da noi presentate e ha dimostrato molta empatia. Si è creata, da entrambi le parti, una situazione molto aperta, amichevole e sincera”.
Uno sguardo all’Europa
Ieri mattina è stato il turno della sessione tra il presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati Giulio Tremonti e Krstulović Opara. All’incontro – oltre a Radin, Trichilo, Palmieri e Blažević – hanno partecipato anche delegazioni dei due Paesi. Per l’Italia i parlamentari membri della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati Emanuele Loperfido e Benedetto Della Vedova e il presidente del Segretariato della Commissione Stefano Tabacchi; per la Croazia, come il giorno precedente, i deputati Bušić, Miloš e Mesić e i membri del Segretariato della Commissione Škalabrin, Matanić e Gruica. “In tale sede Tremonti ha sottolineato l’importanza dell’allargamento dell’UE, necessario per dare più forza all’Europa a livello globale – ha commentato l’ambasciatore Trichilo –. Dal canto suo, Krstulović Opara ha espresso forte sostegno all’integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, affermando che la Croazia ha un grande interesse ad avere una situazione di vicinato stabile, pacifica e prospera. Ha inoltre auspicato che le candidature, soprattutto di Bosnia ed Erzegovina e della Macedonia del Nord, possano prendere un po’ di velocità e che ci siano dei progressi”. Trichilo ha quindi sottolineato che Krstulović Opara ha svolto tutte le riunioni in lingua italiana, dimostrando “attenzione e amicizia nei confronti del nostro Paese”. Il deputato ha voluto ricordare che Marco Pannella, storico leader del Partito Radicale italiano, il 31 dicembre 1991 si trovava a Osijek per festeggiare il Capodanno e per lanciare un appello alla comunità internazionale di porre fine alla guerra. L’aiuto arrivato dall’Italia negli anni ‘90 è stato ricordato anche da Anamarija Blažević, che ha inoltre evidenziato l’importanza della minoranza italiana in Slavonia, rendendo omaggio alle sue radici bellunesi. L’ambasciatore ha aggiunto che, di tutte le delegazioni parlamentari presenti alla riunione, quella italiana “era di gran lunga la più qualificata, con i presidenti Gasparri e Tremonti che sono entrambi politici di lungo corso e che hanno ricoperto altissime cariche istituzionali nel corso della loro carriera”.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































