Italia-Croazia-Slovenia e il collante UI

Foto Roni Brmalj

Unione Italiana è fondamentale nell’ottica del legame tra l’Italia, la Croazia e la Slovenia. È questo il messaggio emerso sabato scorso a Trieste dall’incontro tra il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per gli Affari europei, il prof. Vincenzo Amendola, con il presidente dell’UI, Marurizio Tremul, e il vicepresidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marko Gregorič, alla presenza della vicepresidente della regione Istriana, Jessica Acquavita e del vicesindaco di Umago, il connazionale Mauro Jurman.
”Con la Slovenia abbiamo aperto un tavolo di partenariato. Con la Croazia i rapporti dopo anni sono tornati a essere forti”, ha dichiarato Amendola, rimarcando il ruolo di Trieste quale “capitale” di un’”Unione dei Balcani” e il potenziale rappresentato dal piano d’investimenti da 250 miliardi di euro messi sul piatto per superare i problemi dell’Italia. “La legge 73/01 – ha aggiunto il sottosegretario – per noi è una priorità. Su questo non abbiate timore, perché continueremo a investirci, come sulla difesa della lingua”. “Dunque conferma piena delle risorse per il 2021 per far crescere la nostra cooperazione e la base del vostro lavoro”, ha osservato il sottosegretario, che ha espresso apprezzamento per i progetti dell’UI nella sfera del digitale (un settore nel quale fino al 2026 l’Italia investirà 40 miliardi di euro), sollecitando il Comune di Trieste e la Regione FVG a inserirli nella progettazione nazionale. “Quando si parla del rapporto tra Trieste, la Slovenia e la Croazia si deve fare un ragionamento complessivo. Le aree transfrontaliere non sono elementi di chiusura, bensì un moltiplicatore di quelle che sono le possibilità”, ha sottolineato Amendola.
Gli ha fatto eco il presidente Tremul notando che per la “CNI unitaria, che vive in Croazia e Slovenia sviluppare i rapporti della Trilaterale Italia-Croazia-Slovenia rappresenta non solo qualcosa d’importante, bensì una priorità”. “Noi – ancora Tremul – siamo una Comunità di 35mila persone. Siamo ciò che rimane di una presenza italiana molto più forte, che dopo la II Guerra mondiale è stata espulsa dall’ex Jugoslavia”. “I nostri nonni e genitori, quando hanno deciso di rimanere nella loro terra, hanno fatto una scelta altrettanto dolorosa di chi, invece, ha preferito andarsene, ma hanno fatto anche una scelta d’amore: quella di rimanere in Istria, a Fiume e in Dalmazia”, ha detto Tremul, puntualizzando che “ciò ha fatto si che in questi territori a parlare non siano solo i muri, ma anche tanti connazionali che continuano a usare la lingua e il dialetto, a mantenere viva la cultura e l’identità italiane”.
”Per mantenere questa presenza noi CNI stiamo facendo un grande lavoro quotidiano, ovvero quello di coltivare la nostra cultura e le nostre tradizioni”, ha affermato il presidente Tremul che nel corso del suo intervento ha posto in rilievo gli sforzi profusi dall’UI sul fronte della progettazione europea, anche nell’intento di favorire l’integrazione del territorio. “Il nostro auspico è che il governo italiano possa sostenere queste progettualità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche con le autonomie locali e regionali”, ha rilevato Tremul sollecitando un rapporto più diretto tra le istituzioni dello Stato Italiano e la CNI. “In prospettiva – ha rilevato Tremul –, per noi è importante che nell’ottica del sostegno che l’Italia assicura alla CNI ci sia un rapporto quanto meno mediato da altre istituzioni che nel passato hanno avuto un ruolo importante. Considerato che qualche hanno fa il Muro di Berlino è caduto non vi sono più motivi perché non ci sia un dialogo quanto più diretto”. Tremul ha ribadito la gratitudine degli italiani di Croazia e Slovenia al governo e allo Stato italiani per quanto “ha fatto, sta facendo e continuerà a fare per la CNI. “Grazie per il sostegno finanziario, ma grazie soprattutto per il fondamentale sostegno istituzionale, politico e diplomatico”, ha terminato il presidente dell’UI.
A sua volta Marko Gregorič ha ribadito che l’UI “sostiene la possibilità di veder nascere un GECT che includa Trieste i quattro comuni del Litorale sloveno e almeno una parte dell’Istria. “Noi come UI chiediamo sempre alla nostra nazione madre e ai nostri stati di riferimento di prestare attenzione alla CNI che si è sempre messa a disposizione per fare da ponte e favorire i rapporti di buon vicinato. Italia, Slovenia e Croazia forse non hanno mai raggiunto un buon rapporto di partenariato come in questo frangente. Questo non è un risultato scontato”, ha detto il vicepresidente della Giunta esecutiva dell’UI.

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