Italia-Croazia: esplorare nuove opportunità di collaborazione

Durante il webinar organizzato da Finest SpA per promuovere le relazioni economiche tra il Nordest italiano e la Croazia l'Ambasciatore Sacco e l'attaché economico e commerciale Schettino hanno rilevato il ruolo di «naturale instradamento italiano» nel Paese che può essere svolto dalla CNI

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Italia-Croazia: esplorare nuove opportunità di collaborazione

“L’Italia è tra i primissimi investitori e il secondo partner commerciale della Croazia. Se ci fosse stata a livello d’incontri intergovernativi e business forum una tessitura più fitta negli ultimi dieci anni i risultati sarebbero stati di gran lunga migliori”. Lo ha dichiarato l’Ambasciatore italiano a Zagabria, Pierfrancesco Sacco, intervenuto al webinar “Nearshoring e nuova globalizzazione: i trend mondiali lungo le catene globali del valore” promosso ieri e che ha voluto puntare i riflettori sulla Croazia. Sacco ha menzionato la visita pendente del premier italiano Mario Draghi in Croazia che “ci auguriamo possa avvenire nei prossimi mesi su invito reiterato del primo ministro croato Andrej Plenković, incontro che suggellerà la ritrovata e rilanciata velocità di crociera dei rapporti bilaterali”. L’Ambasciatore ha annunciato altresì i colloqui tra i ministri dell’Economia dei due Paesi Tomislav Ćorić e Giancarlo Giorgetti in programma il 23 maggio a Trieste dopo che si erano incontrati a gennaio nella capitale croata. “Questo è un appuntamento significativo. C’è un interesse comune a esplorare opportunità di collaborazione”, ha sottolineato il diplomatico italiano ricordando che in Croazia c’è un quadro politico stabile, un fattore molto importante per chi intendesse investire in questo Paese.

Il webinar è stato organizzato da Finest SpA nell’ambito del progetto “Sistema Nord Est per l’Internazionalizzazione”, iniziativa che coinvolge una pluralità di soggetti istituzionali tra cui la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Regione Veneto. Scopo dell’appuntamento è stato presentare alle imprese del territorio nordestino i cambiamenti in atto nell’economia globale, affinché gli operatori abbiano consapevolezza dei nuovi trend del commercio internazionale.

Dalla prima metà degli anni ’80 la globalizzazione ha portato alla creazione di reti produttive frammentate e specializzate. Sono così nate le catene globali del valore. Il fenomeno ha subito un’accelerazione fino al 2008 per poi decelerare in maniera importante per due ragioni: scelte politiche ed effetti economici. Nel 2020 è scoppiata la pandemia da Covid-19 e le supply chain (catene di approvvigionamento) sono state colpite in maniera rilevante. Hanno dovuto superare una serie d’ostacoli riguardo 3 ambiti: oscillazioni della domanda, interruzione delle catene di fornitura e difficoltà di carattere finanziario. Oggi per ottenere un vantaggio competitivo, l’agilità e la resilienza delle catene d’approvvigionamento sono fondamentali. Molte aziende hanno deciso di ripensare totalmente le proprie attività d’approvvigionamento e supply chain. Hanno cominciato ad adottare strategie di nearshoring che è una modalità di outsourcing. È quanto dichiarato da Giovanni Roncucci, presidente della Roncucci & Partners S.r.l. nonché docente presso la NIBI (Business School di Promos Italia) uno dei promotori del webinar che ha avuto quale protagonista la Croazia e le opportunità che il mercato croato presentano per le imprese del Nord Est. Ma perché gli imprenditori dovrebbero scegliere la Croazia? Ci sono vari motivi, spiegati da Roncucci: la Croazia è membro dell’Unione europea, è facilmente raggiungibile, ci sono compatibilità culturale, buone infrastrutture, persone competenti e di talento, mentalità da startup e sviluppo e inoltre i costi del personale sono inferiori. Va tenuto conto anche della posizione favorevole della Croazia, attraversata da due corridoi della rete centrale TEN-T: quello Meditteraneo e il corridoio Reno-Danubio. Inoltre la Croazia ha una posizione ravvicinata al corridoio Baltico-Adriatico che collega i porti del Baltico con quelli dell’Adriatico attraversando la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Austria, la Slovenia e l’Italia che è il maggiore Paese importatore dalla Croazia (in base ai dati del 2019) e il secondo Paese esportatore in Croazia (il primo è la Germania).

In Croazia operano attualmente 190 imprese italiane, come rilevato da Ilario Schettino, capo dell’Ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata italiana a Zagabria, sempre pronta ad offrire sostegno alle imprese italiane presenti in Croazia. La presenza nel mercato croato d’importanti realtà imprenditoriali potrebbe essere incrementata ulteriormente grazie anche al primo Business forum italo-croato che si terrà a Roma il prossimo 24 maggio e che sarà dedicato tra l’altro ai processi industriali e alle infrastrutture. Lo stesso giorno, come annunciato da Schettino, si riunirà pure il Comitato bilaterale Italia-Croazia, il massimo organo di cooperazione tra i due Paesi. Nel corso del suo intervento il capo dell’Ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata italiana a Zagabria ha menzionato la presenza in Croazia della minoranza italiana e della sua autoctonia. A taleproposito l’Ambasciatore Sacco ha rilevato che la CNI rappresenta il “naturale instradamento italiano nel Paese con molti professionisti, imprenditori che sono italiani nati e che vi risiedono da generazioni”. Sacco ha confermato la sua massima disponibilità nonché quella dell’Ambasciata e del Sistema Italia in Croazia per facilitare e assistere tutte le iniziative che il Sistema Nord Est vorrà realizzare in futuro in Croazia.

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