Il mercato del lavoro istriano accelera la propria ripresa, e dopo i segnali incoraggianti registrati tra gennaio e febbraio, a marzo mostra un miglioramento ancora più netto. Il numero dei disoccupati scende infatti a 1.893, un calo molto più marcato rispetto ai mesi precedenti: la diminuzione mensile raggiunge il 25,4 p.c. contro il più contenuto -6,1 p.c. osservato tra gennaio e febbraio.
Anche il confronto su base annua è ancora più favorevole: la riduzione del 31,9 p.c. supera di gran lungo il -23,7 p.c. registrato a febbraio, confermando che la ripresa non è solo stagionale ma anche strutturale. La dinamica resta comunque fortemente influenzata dal peso del turismo nell’economia regionale. Con l’arrivo della primavera e l’avvicinarsi della stagione estiva, le imprese dell’ospitalità, della ristorazione e dei servizi hanno intensificato le assunzioni, contribuendo a un riassorbimento della forza lavoro più rapido del previsto. Il fenomeno è ricorrente, ma quest’anno appare particolarmente accentuato, segno che la domanda di personale è tornata a livelli molto elevati.
Dal punto di vista territoriale, la distribuzione della disoccupazione non cambia nella struttura, pur mostrando miglioramenti ovunque. Il Polese continua a concentrare la quota più consistente, con 959 persone in cerca di lavoro, un numero comunque molto inferiore rispetto ai 1.204 disoccupati registrati a febbraio. Anche il Parentino scende a 280 persone, mentre il Rovignese e il Pisinese si attestano entrambi a 103. L’Umaghese registra 63 disoccupati, l’Albonese 147 e il Pinguentino 50, valori che confermano come le aree costiere, pur soggette a oscillazioni stagionali, stiano beneficiando in modo significativo dell’avvio della nuova stagione turistica.
Il profilo dei disoccupati continua a essere eterogeneo, ma anche in questo caso i numeri mostrano un miglioramento generalizzato. Le persone prive di istruzione elementare scendono a 80, mentre 3030 anche completato la scuola elementare. I diplomati triennali sono 590 e quelli quadriennali 575, entrambi in calo rispetto ai dati di febbraio. Anche la componente più istruite, composta da laureati e persone con titoli accademici superiori, si riduce a 318 unità. La distribuzione conferma che la disoccupazione stagionale non riguarda esclusivamente i profili meno qualificati. La ripresa coinvolge infatti tutte le fasce, segno che la domanda di lavoro è ampia e diversificata.
Un quadro simile emerge osservando la distribuzione per età. I giovanissimi tra i 15 e i 19 anni senza lavoro scendo a 31, mentre nella fascia 20-24 anni si contato 150 persone in cerca di occupazione, entrambe in diminuzione rispetto ai 51 e ai 243 registrati a febbraio.
Anche le fasce 25-29 e 30-34 anni mostrano un calo significativo, rispettivamente a 191 e 175 persone. Le età centrali, tradizionalmente più stabili, registrano anch’esse una contrazione: 200 disoccupati tra i 35 e i 39 anni, 240 tra i 40 e i 44, 204 tra i 45 e i 49. Le difficoltà maggiori continuano però a concentrarsi tra i lavoratori più maturi: 214 persone hanno tra i 50 e i 54 anni, 294 tra i 55 e i 59 e 194 superano i 60 anni. Pur in calo rispetto ai mesi precedenti, queste fasce restano le più esposte alle difficoltà di reinserimento, soprattutto in un mercato del lavoro che richiede flessibilità e mobilità crescenti.
Nel complesso, i dati di marzo mostrano un miglioramento più rapido del previsto. Se la stagionalità continua a svolgere un ruolo determinante, la portata della riduzione suggerisce anche un rafforzamento della domanda di lavoro e una capacità del territorio di assorbire la forza lavoro. L’Istria conferma, dunque, la sua immagine di regione dinamica e resiliente, capace di reagire con prontezza alle oscillazioni invernali e di valorizzare appieno il potenziale del settore turistico non appena la stagione entra nel vivo.
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