Istria sotto assedio: è tra le mete più sovraffollate d’Europa

Una nuova analisi pubblicata dal magazine specializzato britannico "Which? Travel" sottolinea che nella penisola ci sono oltre 133.000 pernottamenti ogni mille abitanti

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Istria sotto assedio: è tra le mete più sovraffollate d’Europa
Turisti a Rovigno. Foto Roni Brmalj

Mentre gli operatori turistici croati si interrogano su come attirare più visitatori, molte altre destinazioni europee si confrontano con un problema opposto e sempre più pressante: come gestire le ondate di turisti che rischiano di soffocare città e territori. Una nuova analisi pubblicata dal magazine specializzato britannico “Which? Travel” rivela dati allarmanti sull’overtourism che sta mettendo in crisi alcune delle mete più iconiche d’Europa — e l’Istria è tra queste.

Secondo il report, la regione istriana si colloca al secondo posto tra le destinazioni più sovraccariche del continente, con oltre 133.000 pernottamenti per ogni mille abitanti. Un dato impressionante, che contrasta fortemente con l’immagine idilliaca spesso promossa nelle campagne di marketing, dove l’Istria viene ancora descritta come “il segreto meglio custodito della Croazia”.

Anche se l’espressione “overtourism” può sembrare recente, il fenomeno non è affatto nuovo. Il professor Richard Butler dell’Università di Strathclyde sottolinea che le lamentele per l’impatto del turismo di massa risalgono a più di un secolo fa, “soprattutto nel caso di Venezia”. Secondo l’esperto, in molti casi il problema non è tanto il numero di visitatori, quanto il loro comportamento inadeguato.

“Località turistiche storiche come Blackpool, Las Vegas o Orlando non si lamentano dell’eccesso di turisti: sono nate e si sono sviluppate con il turismo come unica vocazione”, spiega Butler. Il discorso cambia radicalmente per città storiche, con infrastrutture fragili e non progettate per accogliere folle oceaniche.

Le città storiche sotto assedio

Ragusa (Dubrovnik) e Praga sono due dei centri urbani che soffrono maggiormente, afferma Butler. In alcuni casi, però, si tratta anche di scelte strategiche. “Barcellona, ad esempio, ha puntato intenzionalmente sul turismo come motore di crescita a partire dalle Olimpiadi del 1992, ma ora è una delle città che riceve più critiche per l’overtourism”.

Numeri che parlano chiaro

Lo studio “Which? Travel” elenca alcune delle statistiche più preoccupanti legate alla pressione turistica:

Turisti per 1.000 abitanti:

– Zante, Grecia: 149.887
– Istria, Croazia: 133.467
– Fuerteventura, Canarie: 118.720

Turisti per km²:

– Parigi: 418.280
– Centro di Atene: 88.535
– Copenaghen: 63.944

Numero totale di pernottamenti:

– Maiorca: 51.193.029
– Parigi: 43.919.010
– Roma: 41.135.744

Il caso dell’Istria apre una riflessione urgente per il settore turistico croato: come bilanciare il desiderio di crescita economica con la sostenibilità ambientale e sociale? Senza interventi mirati, il rischio è che le meraviglie della regione diventino vittime del loro stesso successo.

Nel tentativo di contrastare l’overtourism, l’analisi propone alcune destinazioni alternative e meno conosciute, come Rybnik in Polonia, Severoistočen in Macedonia del Nord e varie zone rurali della Romania. Mircea Crisbășanu, che organizza tour ciclistici in Romania, descrive il sud del Paese come un paradiso tranquillo con “villaggi dall’architettura tradizionale e abitanti estremamente accoglienti”.

La destinazione meno visitata in assoluto? L’isola norvegese di Jan Mayen, situata all’interno del Circolo Polare Artico, che richiede un permesso speciale per essere visitata. Con zero turisti registrati, rimane — almeno per ora — un’anomalia nel panorama del turismo europeo, come riporta tportal.

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