Istria: sono 27 i casi accertati

BInari deserti alla stazione di Pola. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Sale a 27 il numero dei casi positivi al coronavirus in Istria. Un aumento che rende ancora più necessario l’isolamento in casa della popolazione. L’appello è stato come sempre lanciato dal responsabile del Comando regionale della Protezione civile, Dino Kozlevac e dal direttore dell’Istituto di Sanità pubblica della Regione istriana, Aleksandar Stojanović. Entrambi hanno rilevato che soltanto nella giornata di sabato, in Istria, sono stati registrati 8 nuovi casi, tra i quali figura pure un cittadino austriaco, che nel frattempo ha però lasciato la Croazia.
I vertici della Protezione civile informano che i casi positivi al Covid-19 registrati nell’arco della giornata di sabato sono tutti, direttamente o indirettamente, riconducibili al gruppo di persone che lo scorso 7 marzo aveva presenziato al funerale del padre del rinomato viticoltore umaghese, Moreno Coronica, risultato egli stesso positivo al coronavirus assieme alla moglie.
Kozlevac e Stojanović hanno successivamente informato i cittadini che oggi, domenica 22 marzo, il numero di casi positivi è ulteriormente aumento. In mattinata, la Protezione civile ha infatti ricevuto i risultati delle analisi dei 18 tamponi inviati sabato alla Clinica per le malattie infettive “Dr. Fran Mihaljević” di Zagabria, i cui medici hanno riscontrato la positività al Covid-19 in tre persone. “Una è strettamente collegata a uno dei positivi registrati nei giorni scorsi. Negli altri due casi si tratta di persone rientrate da zone a rischio”, ha detto il Comandante della Protezione civile, Dino Kozlevac, aggiungendo che fino alle 16 di oggi sono stati inviati a Zagabria altri tredici tamponi effettuati su altrettante persone sospette, di cui una è stata ricoverata nella Divisione infettivi dell’Ospedale cittadino.
Stojanović ha aggiunto che soltanto negli ultimi giorni ben 13 persone sono risultate positive. “L’epidemia è in fase di crescita”, ha constatato il direttore dell’Istituto regionale di Sanità pubblica, spiegando che l’aumento dei casi è dovuto a un maggiore rientro dei cittadini dall’Italia negli ultimi 10-15 giorni e dal mancato rispetto delle misure restrittive e degli isolamenti.
Vioalazione dell’autoisolamento: «Una vergogna»
Stojanović e Kozlevac hanno rinnovato l’appello a tutti gli istriani, invitandoli a non uscire di casa se non strettamente necessario. Poiché nei prossimi giorni potrebbe aumentare il numero dei positivi al coronavirus, i vertici della Protezione civile hanno rivolto un appello particolare agli anziani, a cui si raccomanda a non uscire assolutamente di casa.
Nel fine settimana ha parlato anche la direttrice dell’Ospedale generale di Pola, dott.ssa Irena Hrstić, la quale ha sottolineato che il numero di chi nei giorni scorsi ha violato l’isolamento è purtroppo elevato. “È una vergogna!”, ha tuonato la direttrice, ricordando che coloro che violano l’isolamento mettono in pericolo tutti, soprattutto il personale medico. La dott.ssa Hrstić ha inoltre rilevato che tutti i positivi sono ricoverati in ospedale e che nessuno di questi, al momento, si trova in gravi condizioni. Tra i pazienti figurano anche due persone anziane: una di 80 e l’altra di 90 anni. Entrambe stanno piuttosto bene.
Ripresa la parola, Dino Kozlevac ha ricordato che il Comando nazionale della Protezione civile ha inasprito le misure restrittive, limitando gli assembramenti di persone sia nei parchi che in riva al mare. Nel fine settimana, anche la Polizia istriana ha invitato i cittadini a restare in casa. Per la precisione, a invitare gli istriani a chiudersi nelle proprie abitazioni è stato un gruppo di agenti, che radunatisi nei pressi dell’ingresso posteriore della Questura, hanno esposto alcuni cartelli.

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