La Croazia detiene il primato europeo per diffusione dell’ipertensione arteriosa. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Lega croata per l’ipertensione in occasione della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione, più della metà della popolazione adulta soffre di pressione alta. Un quadro che, secondo i medici, ha un impatto diretto sulla mortalità e sugli anni di vita in buona salute.
L’ipertensione risulta infatti al primo posto tra le cause di morte e di disabilità nel Paese, superando nel complesso altri fattori di rischio come fumo, cattiva alimentazione, diabete, obesità e colesterolo elevato.
Dati in aumento negli ultimi quindici anni
Lo studio epidemiologico EHUH-2 indica che il 51,7 per cento degli adulti croati presenta valori pressori elevati, pari a oltre 1,6 milioni di persone. Si tratta di un incremento significativo, quasi il 15 per cento in più rispetto alla precedente indagine condotta 15 anni fa.
Preoccupano anche i dati relativi alla gestione della malattia: circa 810mila persone non ricevono alcuna terapia, mentre altre 390mila assumono farmaci, ma non riescono comunque a mantenere la pressione sotto controllo. “È una situazione che richiederebbe misure strutturali immediate”, avverte la Lega.
Killer silenzioso
La pressione alta viene definita dagli specialisti un “killer silenzioso”: spesso non provoca sintomi, ma nel tempo danneggia arterie, cuore, cervello e reni. Secondo le statistiche nazionali, nel 2024 l’ipertensione è stata la seconda causa di morte nel Paese, con 5.321 decessi, in aumento rispetto all’anno precedente.
Tra le donne in particolare la situazione è ancora più critica: l’ipertensione è già la principale causa di mortalità femminile, incidendo per oltre l’11 per cento dei decessi, mentre per il tumore al seno la percentuale è attorno al 2 per cento.
Le cause: dieta, stress e stili di vita
L’analisi dei fattori di rischio mette in luce un insieme di comportamenti consolidati: dieta ricca di sale, frequente consumo di alcol, sedentarietà, sovrappeso e stress elevato. A ciò si aggiunge la scarsa adesione alle terapie: molti pazienti interrompono o assumono irregolarmente i farmaci prescritti.
La Lega croata per l’ipertensione sottolinea inoltre la mancanza di un programma nazionale di prevenzione e monitoraggio, nonostante il peso elevato della malattia sulla salute pubblica.
«Serve una strategia nazionale»
Gli esperti chiedono campagne di screening sistematico, maggiore informazione sulla dieta e l’attività fisica, e protocolli più efficaci di presa in carico dei pazienti. “L’ipertensione non avvisa, ma lascia conseguenze profonde e spesso irreversibili. La Croazia deve agire ora”, conclude la Lega.
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