Inviti a riflettere e motivi di gioia

Le dichiarazioni dopo la diffusione dei risultati definitivi. Andrej Plenković non nasconde l’insoddisfazione. Bernardić commosso dalla gioia: Il Paese cambierà

ZAGABRIA | Nelle dichiarazioni del dopo voto, come vuole la tradizione, non ci sono sconfitti, nessuno ammette la disfatta, tutti provano a trovare qualcosa di positivo nelle percentuali ottenute per quanto risicate esse siano e ben lontano dalle speranze della vigilia.
Il premier Andrej Plenković, ieri mattina, ha dichiarato che l’HDZ è il vincitore relativo della consultazione sia in quanto a percentuali di voto che in quanto al numero di suffragi. Ha ammesso però che avrebbe preferito se questo successo relativo fosse stato premiato con la conquista del tanto agognato quinto seggio. Plenković ha ribadito che la decisione dell’HDZ di correre da sola alle Europee è stata giusta. Se il traguardo strategico del quinto seggio è stato mancato per un migliaio di voti, questo, secondo il premier, sarebbe dovuto all’enorme dispersione dei suffragi. Il premier ha ribadito pure che il suo partito continuerà a battersi per i valori europei nella società croata. E la stessa cosa faranno i suoi deputati al Parlamento europeo dove i Popolari, di cui l’HDZ fa parte, “continuano a essere lo schieramento politico relativamente più forte”.
Ben più soddisfatto di Plenković è apparso dopo la diffusione dei risultati definitivi delle elezioni, il leader socialdemocratico Davor Bernardić, il quale con gli occhi velati da lacrime di gioia, ha dichiarato che ora s’intravede la possibilità di giungere a cambiamenti nel Paese con l’SDP in testa. “La Croazia può cambiare, possiamo fare meglio. Non vogliamo una Croazia corrotta e ingiusta da cui la gente se ne va. Non rinunceremo alla lotta per un Paese migliore”, è stato il messaggio del leader dell’SDP.

Flego raggiante

Raggiante ovviamente è apparso anche il presidente della Regione istriana, Valter Flego: “Aver ottenuto un seggio in un momento in cui sulla scena politica si rafforzano i partiti populisti e la destra, è un risultato eccezionale. La Coalizione di Amsterdam ha ottenuto un buon successo in particolare in alcune zone del Paese, mentre in Istria si è confermata la forza politica dominante che sa opporsi ai populisti e alla destra. Grazie a tutti coloro che hanno detto no a una Croazia che vuole rinchiudersi in sé stessa e che hanno sostenuto con il loro voto i valori che noi rappresentiamo nell’ambito dell’Europa progressista”.
La capolista dei Sovranisti croati, Ruža Tomašić, soddisfatta del seggio ottenuto, ha spezzato una lancia a favore dell’unità della destra. In primo luogo ha teso la mano agli Indipendenti per la Croazia di Bruna Esih e Zlatko Hasanbegović rimasti per un soffio al di sotto della soglia elettorale. Queste elezioni hanno confermato che non c’è alternativa all’unità della destra, ha concluso Ruža Tomašić.

Sinčić e il referendum

Soddisfatto anche il leader di Barriera Umana, Ivan Vilibor Sinčić, per il fatto che il suo partito sia finalmente approdato anche all’Europarlamento. Dove, lo ricordiamo, sarà alleato del Movimento cinque stelle. Sinčić ha ribadito che Barriera Umana continuerà la sua battaglia per smantellare l’attuale sistema di potere politico-bancario. Un altro motivo di soddisfazione per Barriera Umana sta nel fatto che sarebbero state raccolte oltre 375mila firme a sostegno del referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti. Un numero che sarebbe destinato ad aumentare fino a superare quota 400mila e che dovrebbe essere pertanto sufficiente per andare alle urne.
Chi non può dirsi soddisfatto di certo è Božo Petrov: il suo Most non ha superato lo sbarramento elettorale del 5 per cento ed è rimasto a secco in quanto a seggi. Petrov ha dichiarato che il Ponte delle liste indipendenti comunque non demorderà dalla lotta per una Croazia migliore e onesta.

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