Investitori: «Croazia peggior Paese per il turismo d’élite»

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Investitori: «Croazia peggior Paese per il turismo d’élite»
Foto: Zvonimir Barisin/PIXSELL

“Siamo sulla strada per diventare il peggior Paese per gli investimenti nel turismo d’élite, se una legge del genere verrà approvata”, è la conclusione dell’Associazione degli Investitori nel Turismo d’Élite sull’Adriatico, attualmente in fase di costituzione, come riportato dal portale Index. Il motivo di tale reazione è la nuova proposta di modifiche alla Legge sull’assetto territoriale, attualmente in consultazione pubblica. Con tale proposta si vieta la suddivisione in unità immobiliari (etažiranje) all’interno delle zone turistiche e si limitano le costruzioni sui campi da golf. Se tali misure venissero adottate, l’Associazione metterebbe in dubbio la redditività dei grandi investimenti nel turismo di lusso.

Secondo la proposta di modifica legislativa, spiegano dall’Associazione, nelle aree destinate esclusivamente a scopo ricettivo-turistico al di fuori dei centri abitati non sarebbe più possibile procedere con la suddivisione degli edifici in singole unità abitative da vendere o affittare. Ciò significa che non si potrebbero affittare singoli appartamenti all’interno di un hotel, cosa che gli investitori riuniti nell’Associazione considerano fondamentale per la redditività dei progetti di lusso.

Proprio attraverso alla parcellizzazione nelle zone turistiche, dove la legge consente la costruzione solo sul 30% del lotto edificabile, con strutture ricettive a una distanza minima di 100 metri dal mare, e nel rispetto degli standard architettonici e urbanistici richiesti dagli operatori alberghieri a 5 stelle, si previene la creazione di “insediamenti mostruosi” e la cementificazione della costa, sottolineano dall’Associazione. Tutta quella “cementificazione” si è verificata infatti nelle zone residenziali “gialle”, e mai nelle zone turistiche o sui campi da golf, concludono.

Incongruenze giuridiche

Oltre alle obiezioni economiche, gli investitori avvertono anche di incongruenze giuridiche. Sostengono che le modifiche alla Legge sull’assetto territoriale entrano nell’ambito del diritto di proprietà e della disciplina della suddivisione della particelle, già regolati dalla Legge sulla proprietà e sui diritti reali. Ne deriverebbe quindi una collisione normativa: secondo una legge sarebbe consentito, mentre secondo l’altra vietato. Sottolineano inoltre che l’introduzione di tali modifiche potrebbe essere incostituzionale, poiché il legislatore non può ignorare l’interconnessione tra le norme che regolano la stessa materia.

“Stiamo creando insicurezza giuridica e un rumore inutile nel quadro normativo”, affermano dall’Associazione.

Gli investitori ricordano anche le cattive esperienze del passato. A loro dire, i divieti di parcellizzazione hanno portato a una crescita disordinata di appartamenti e alla cementificazione di alcune parti della costa adriatica, invece di un’adeguata pianificazione e regolazione urbanistica. Con il nuovo disegno di legge, sono convinti all’Associazione, si compirà un grande passo verso la disincentivazione degli investimenti nel turismo di lusso.

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