Investire in Croazia: scelta intelligente

Conferenza a Rovigno. Dall'industria, alla sanità, al trasporto integrato, all'informatica: sono molti i settori in cui il Paese è in grado di divenire sempre più competitivo

La conferenza si è svolta a Rovigno

Investite in modo intelligente – Investite in Croazia”, è questo il titolo della Conferenza svoltasi ieri a Rovigno per parlare del potenziale della Croazia nel mondo degli investimenti. L’evento, organizzato dal Ministero dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile in collaborazione con il quotidiano Večernji list, si è svolto nell’ambito del Progetto strategico per il supporto degli investimenti nel cluster della concorrenza, finanziato dai Fondi europei e da altri fondi d’investimento per il periodo 2014 – 2020. Lo scopo di quest’iniziativa è stato quello di mettere gli imprenditori in contatto con i finanziatori e con altri potenziali partner, il tutto per sviluppare l’economia e le risorse dell’intera area.
Il segretario di Stato del Ministero dell’Economia, Nataša Mikuš Žigman, ha spiegato come siano molti i vantaggi che la Croazia è in grado di offrire dal punto di vista della concorrenzialità, con riunioni come queste che possono fungere da motore trainante per tutto il settore economico.
Nell’ambito del progetto sono stati identificati 13 indirizzi programmatici nei quali si possono fare ottimi investimenti nella Repubblica di Croazia. Per ciascuno di questi 13 settori dell’industria è stato fatto un piano d’azione, che potrà poi venire usato da chi lavora nel settore per capire quali siano i modi e le forme migliori per espandere l’attività tipica del comparto, con gli investimenti che diventano così mirati e specifici, il tutto con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia, ma anche di far sì che influiscano direttamente sul settore interessato.
I più interessanti in assoluto risultano essere quelli legati alla sanità, come ad esempio la biofarmaceutica, e i servizi sanitari, ma ci sono anche proposte che riguardano lo sviluppo sostenibile nel campo alimentare, il trasporto integrato, e le tecnologie informatiche, con un accento particolare a quelle nel campo delle telecomunicazioni. “Questi sono i settori base nei quali riteniamo che ci sia il più alto potenziale di sviluppo, dove la Croazia è già ora molto competitiva, ma dove vogliamo crescere ancora, indirizzando qui le risorse a disposizione e il lavoro dei vari settori privati”, ha spiegato Mikuš Žigman, che è convinta come si debba investire di più laddove il ritorno economico sarà maggiore.
Il segretario di Stato ha poi spiegato anche come spesso questi investimenti vadano a modellare il mercato, non soltanto permettendogli di crescere di più o più rapidamente, ma anche indirizzandone lo sviluppo, perché assieme ai soldi arrivano spesso anche tutta una serie di competenze specifiche e di richieste di integrazione con il mercato internazionale, che portano poi a nuovi sviluppi e a possibilità non solo maggiori, ma anche diverse.
Anche Tamara Perko, presidente della Direzione della Banca croata per lo sviluppo e il rinnovamento (HBOR), ha spiegato come gli investimenti di questo tipo siano il modo migliore per aumentare la competitività di tutta l’economia croata in generale. La Banca ha sostenuto più di 7.000 progetti negli ultimi tre anni, per un valore totale di 23,5 miliardi di kune, con 12,3 miliardi di kune di investimenti netti che sono andati a beneficio di 4.000 progetti circa.
Tamara Perko ha spiegato come gli investimenti di questo tipo siano un qualcosa che spesso procede in parallelo al resto dell’economia, in quanto continuano a fare il proprio anche durante periodi particolarmente incerti come questo: ecco perché sono una risorsa in più per il mercato.
Vjeran Vrbanec, presidente della Direzione dell’Agenzia croata per la piccola media impresa, le innovazioni e gli investimenti (HAMAG-BICRO), ha spiegato come l’Agenzia abbia portato avanti negli ultimi cinque anni degli investimenti per un valore totale di 18 miliardi di kune, che sono andati a sostegno di 12.800 progetti, andando a creare 23mila posti di lavoro, con un impatto diretto non solo sull’economia nazionale, ma sulla vita della gente.

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