I giovani in Croazia crescono immersi in un ambiente digitale in cui l’intelligenza artificiale generativa è ormai una presenza quotidiana. La utilizzano soprattutto per la scuola, lo studio e lo svolgimento dei compiti, ma anche per fare domande, chiedere consigli e approfondire temi di interesse personale. A dirlo sono i risultati nazionali di ricerche internazionali sulle abitudini digitali dei più giovani, condotte dalla Società per la comunicazione e la cultura dei media, che fotografano un cambiamento già in atto: l’IA non è più una novità, ma parte integrante della vita digitale di bambini e adolescenti.
Secondo i dati raccolti, quasi un bambino su tre utilizza strumenti di intelligenza artificiale per conversazioni e consigli, mentre l’ambito di utilizzo più diffuso resta quello scolastico. Gli studenti si affidano all’IA per scrivere temi e racconti, per farsi spiegare contenuti complessi o per riassumere il materiale di studio. Allo stesso tempo, però, circa un quinto dei ragazzi dichiara di non aver utilizzato affatto strumenti di intelligenza artificiale nell’ultimo mese, segno di un divario che riflette differenze di accesso, competenze e alfabetizzazione digitale.
Una presenza ormai strutturale
Proprio l’uso dell’intelligenza artificiale tra bambini e giovani sarà uno dei temi centrali della conferenza organizzata in occasione della Giornata per un Internet più sicuro. L’evento, intitolato “Insieme per un Internet più sicuro”, si terrà il 10 febbraio a Zagabria e sarà dedicato alla sicurezza dei minori nel contesto digitale.
“Il valore aggiunto di questa conferenza è il coinvolgimento diretto dei bambini nel dialogo, dalle attività di laboratorio alle discussioni in cui i giovani pongono domande direttamente ai decisori politici”, ha sottolineato Miran Gosta, direttore dell’Agenzia croata di regolamentazione delle attività di rete (Hakom). “I bambini oggi non sono soltanto utenti da proteggere, ma attori attivi dello spazio digitale, con il diritto di partecipare alla sua costruzione”.
Perché i ragazzi usano l’IA
Le ricerche mostrano che l’approccio dei più giovani all’intelligenza artificiale è prevalentemente pragmatico. Il 13 per cento dei bambini afferma che l’IA li aiuta a svolgere più facilmente i compiti, l’11 per cento la utilizza per risparmiare tempo e il 9 per cento ritiene di ottenere risultati scolastici migliori grazie a questi strumenti.
Sul fronte opposto, tra chi non utilizza l’intelligenza artificiale, quasi il 40 per cento sostiene di non averne bisogno, mentre oltre un quarto ammette di non sapere abbastanza su questi strumenti per poterne fare uso. Non manca poi una componente di preoccupazione: il 16 per cento dei bambini teme per la propria privacy e per la condivisione dei dati personali, mentre il 12 per cento ritiene che l’IA possa fornire informazioni inesatte o inventate.
Educare, non solo proteggere
Una fotografia a due facce che, secondo gli esperti, evidenzia la necessità non solo di tutelare i minori, ma anche di rafforzare le loro competenze. “L’intelligenza artificiale non è più un tema del futuro, è già parte della quotidianità dei bambini”, spiega Tomislav Ramljak, responsabile del Centro per un Internet più sicuro. “La usano in modo spontaneo, spesso senza linee guida chiare, mentre gli adulti faticano a stare al passo. La nostra responsabilità è garantire che venga utilizzata in modo sicuro, critico e a beneficio dei ragazzi, attraverso il dialogo, l’educazione e regole ben definite”.
Un confronto tra istituzioni, esperti e studenti
La conferenza per la Giornata di un Internet più sicuro riunirà rappresentanti delle istituzioni, esperti di educazione, salute, comunicazione e sicurezza digitale, ma anche bambini e giovani che parteciperanno attivamente ai dibattiti. Il programma prevede la presentazione dei risultati di una ricerca nazionale sulla violenza sessuale online, discussioni sulle politiche per un ambiente digitale sano, sul codice di tutela dei diritti dei minori nel mondo digitale, sulle sfide della comunicazione tra social network e intelligenza artificiale, oltre a workshop dedicati sia ai più giovani sia agli adulti.
“Il nostro obiettivo è sensibilizzare bambini, genitori e insegnanti sui nuovi strumenti digitali e sull’importanza della protezione online”, ha spiegato Miro Đuzel, vicedirettore del Carnet per il Cert nazionale. “I nostri esperti si occupano di temi come password sicure, protezione dei dati personali, impronte digitali e riconoscimento dei potenziali rischi.
Inoltre, attraverso il progetto BrAIn, Carnet ha sviluppato programmi sull’intelligenza artificiale già introdotti nelle scuole primarie e secondarie, per aiutare gli studenti a usare le tecnologie digitali in modo critico e sicuro”.
La conferenza per la Giornata di un Internet più sicuro 2026 si terrà a Zagabria ed è organizzata da Hakom, dal Centro per un Internet più sicuro e dal Cert nazionale di Carnet.
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