Le ingenti precipitazioni degli ultimi giorni hanno portato a disastrose alluvioni nella Bosnia centrale e nell’Erzegovina settentrionale. La situazione è drammatica in molte zone. La Protezione Civile della Federazione della Bosnia ed Erzegovina ha reso noto che almeno 17 persone sono morte a causa delle inondazioni che hanno colpito diverse aree del Paese nella notte tra giovedì e venerdì. Le autorità stanno ancora verificando per confermare il numero esatto delle vittime, ha dichiarato la portavoce della Protezione Civile, Majda Kovač. “Abbiamo ricevuto la segnalazione di una quindicina di vittime a Jablanica, ma al momento non ci sono conferme ufficiali”, ha spiegato Kovač. Jablanica, cittadina a circa 80 km a sud-ovest della capitale Sarajevo, è tra le zone più colpite dalle inondazioni. Numerose abitazioni sono state distrutte dalla violenza delle acque. Si ritiene che vi siano anche diversi feriti, ma il loro numero non è ancora noto. Da giovedì sera, Jablanica, situata a metà strada tra la capitale e Mostar, è completamente isolata dal punto di vista dei collegamenti stradali. Squadre di soccorso sono state inviate sul posto per rimuovere le frane e fornire assistenza alle persone in difficoltà. I centri urbani di diverse città del nord dell’Erzegovina e del centro della Bosnia sono stati sommersi dalle acque, con la situazione particolarmente grave a Jablanica, ormai del tutto isolata. L’intensa pioggia caduta incessantemente durante la notte ha trasformato le strade dei centri cittadini in veri e propri fiumi; numerosi edifici residenziali e commerciali sono stati allagati, e molte vie di comunicazione sono inaccessibili.

Situazione simile si registra nella vicina Konjic, e anche il centro di Kiseljak, nella Bosnia centrale, è sommerso dall’acqua. Il sindaco di Kiseljak, Mladen Mišurić Ramljak, ha definito l’alluvione come un “diluvio di proporzioni bibliche”. Le autorità di Mostar hanno definito la situazione critica e hanno esortato la popolazione a non recarsi verso Konjic e Jablanica.
“Attualmente è impossibile entrare o uscire da Jablanica”, ha riferito il Servizio di Soccorso Alpino di Jablanica, sottolineando le difficoltà che stanno affrontando i soccorritori per raggiungere le aree più colpite. Situazione critica anche a Kreševo e Fojnica nella Bosnia centrale.

Zukan Helez, ministro della Difesa della Bosnia ed Erzegovina, ha dichiarato ad Al Jazeera che, secondo notizie ancora non confermate in suo possesso, potrebbero essere venti le vittime delle inondazioni e delle frane che hanno interessato parte del Paese.

La presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina, Borjana Krišto, ha chiesto l’aiuto dei Paesi vicini e degli Stati membri dell’Unione europea per sanare le conseguenze delle catastrofiche inondazioni che hanno colpito alcune parti del Paese causando vittime e gravissimi danni. Borjana Krišto ha ringraziato il premier Andrej Plenković e il governo croato, che già nel corso della mattinata di ieri hanno offerto aiuto alle autorità della Bosnia ed Erzegovina.

Anche in Croazia però sta salendo pericolosamente il livello delle acque dei grandi fiumi a causa delle forti piogge. Mettono paura in particolare i fiumi Sava, Kupa e Odra. Nell’area di Karlovac, investita dall’ondata di piena della Kupa, si stanno rafforzando gli argini per ridurre al minimo i possibili danni. A causa dello straripamento dei fiumi Đula e Dobra, nella zona di Ogulin una dozzina di case e una cinquantina di capannoni sono stati allagati. Alcuni insediamenti sono rimasti isolati. Una parte della popolazione è rimasta senza elettricità. Le squadre dell’impresa pubblica Hrvatske vode e del Soccorso alpino si sono messe subito in azione per sgomberare le strade dai detriti e prestare soccorso alla popolazione.



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