Inno nazionale a scuola: pareri contrastanti

Il primo ministro Andrej Plenković favorevole a far cantare tutte le settimane l'inno agli alunni

Zelenjak: il monumento all’Inno nazionale, Foto Robert Anic/PIXSELL

La Croazia emulerà la Francia? Gli alunni delle scuole croate dovranno intonare l’inno nazionale (il testo venne scritto a Fiume da Antun Mihanović, nda) all’inizio di ogni settimana lavorativa? Il primo ministro Andrej Plenković ha dichiarato di essere favorevole all’idea. “Sono dell’opinione che sia importante che il sistema educativo insegni ai giovani a rispettare le istituzioni e lo Stato”, ha detto ieri il capo del governo.
Il tema è stato attualizzato dopo che il quotidiano Večernji list di Zagabria ha dedicato un ampio servizio all’inizio dell’applicazione della nuova legge francese che impone a tutti gli asili e a tutte le scuole di issare il Drapeau tricolore e la bandiera dell’Unione europea, nonché ad esporre in tutte le aule il testo della Marsigliese e il motto della Repubblica: “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”.
Commentando l’argomento dal Ministero croato della Scienza e dell’Istruzione hanno fatto presente che ai sensi della Legge sullo stemma, la bandiera e l’inno, in tutte le aule scolastiche deve essere affissa la riproduzione della Scacchiera, mentre la bandiera nazionale deve obbligatoriamente sventolare sugli edifici scolastici. “Il primo giorno di lezione in tutte le scuole saranno organizzate delle cerimonie solenni per dare il benvenuto agli alunni delle prime classi. Nell’ambito delle medesime sarà eseguito l’Inno nazionale della Repubblica di Croazia e sarà issata la bandiera”, si legge nella nota del dicastero retto dal ministro Blaženka Divjak. “La mera esibizione dei simboli – si legge nel comunicato – non contribuirà al rafforzamento del sentimento di amore patrio. Affinché ciò avvenga è necessario stimolare nei ragazzi, nell’ambito del processo educativo e dell’istruzione, lo sviluppo dei valori, tra i quali devono esserci anche quelli legati all’identità nazionale e culturale”.
Un parere sull’argomento è stato espresso da numerosi protagonisti della scena politica. “Lo stemma, la bandiera e l’inno della Repubblica di Croazia dovrebbero essere presenti in bella vista nelle aule e negli spazi pubblici. Si tratta di un modo per esprimere rispetto alle persone che hanno contribuito a creare il nostro Paese”, ha fatto presente il leader del Most, il vicepresidente del Sabor, Božo Petrov.
No al nazionalismo aggressivo
Il presidente della Dieta democratica istriana (DDI), Boris Miletić, ha rilevato che sarà sempre disposto a sostenere le iniziative tese a stimolare il patriottismo su basi sane. ma ha anche ricordato che il nazionalismo aggressivo ha portato molti mali alla Croazia, per cui questa non è sicuramente la via da seguire. In quest’ambito il leader dei regionalisti ha rilevato che il patriottismo si può manifestare anche in altri modi, ad esempio pagando le tasse fino all’ultimo centesimo. E la Regione istriana, ha concluso Boris Miletić, primeggia in questo campo in Croazia.
Importante l’educazione civica
Il presidente dell’SDP, Davor Bernardić, ha ribadito l’opinione che nelle scuole debba essere introdotta l’educazione civica, al fine di far conoscere ai giovani i loro diritti e doveri, ma anche spronarli a ragionare in modo critico.
L’HNS ha espresso il giudizio che l’amore per la Patria si manifesta innanzitutto rispettando le Leggi, tutelando l’ambiente, lavorando sodo, coltivando la solidarietà intergenerazionale, la tolleranza verso gli altri e i diversi, la buona educazione, il sapere e le idee, e solo dopo omaggiando i simboli. Il deputato Milorad Pupovac (SDSS), a sua volta, ha affermato che in Croazia è necessario rafforzare il patriottismo basato sulla Costituzione e le norme europee. Dei valori francesi meglio richiamarsi alla fratellanza e all’uguaglianta.

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