Il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia e del Ministero dell’Interno e della Pubblica Amministrazione della Repubblica di Slovenia hanno risposto alla lettera inviata dall’ex presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul al presidente del Governo sloveno, Janez Janša. Nella missiva, oltre a congratularsi con il nuovo premier e ad augurare buon lavoro a lui e all’intero Governo, Tremul aveva sollecitato la rimozione dei controlli lungo il confine italo-sloveno, il ripristino del pieno funzionamento dello spazio Schengen, nonché l’avvio della realizzazione dei raccordi autostradali e delle strade a scorrimento veloce lungo le direttrici Trieste–Fiume e Trieste–Buie/Umago.
Il Gabinetto del presidente del Governo della Repubblica di Slovenia ha affidato ai due Ministeri competenti il compito di rispondere alle questioni sollevate nella veste di presidente dell’Unione Italiana di allora. La missiva era stata inviata, infatti, il 24 giugno scorso.
Controlli alle frontiere
“Il Ministero dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, a firma del Segretario di Stato, Denis Zobarič, sottolinea che la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne deve costituire una misura di ultima istanza, nel rispetto dei criteri di necessità e proporzionalità. Ricorda, quindi, che la Slovenia, dopo aver valutato le circostanze attuali, nel giugno 2026 ha abolito i controlli alle frontiere interne con la Croazia e con l’Ungheria, trasferendo le forze di polizia dai valichi verso l’interno del territorio e rafforzando le pattuglie lungo le rotte migratorie note. Secondo il Ministero, tali misure alternative assicurano un elevato livello di sicurezza senza ripercussioni negative sulla libera circolazione delle persone e delle merci”, si rileva nel comunicato stampa inviato dall’ex presidente dell’UI Maurizio Tremul. “Lo stesso Ministero rileva che la Commissione europea ha accolto molto favorevolmente tale decisione del Governo sloveno, indicandola quale esempio da seguire per gli altri Stati membri che continuano a effettuare, invece, controlli alle frontiere interne. La Repubblica di Slovenia auspica espressamente che anche gli altri Paesi, compresa la Repubblica Italiana, seguano tale esempio”, si legge ancora nella nota nella quale si rileva come il Ministero dell’Interno e della Pubblica Amministrazione ricordi, inoltre, che l’introduzione dei controlli, nell’ottobre 2023, “ha dato impulso alla cooperazione trilaterale tra i Ministeri dell’Interno di Italia, di Slovenia e di Croazia. Nell’ambito di tale collaborazione è stato sottoscritto il Memorandum d’intesa sui pattugliamenti trilaterali congiunti lungo la frontiera croata con la Bosnia ed Erzegovina, che si sono tenuti dal 16 giugno al 12 dicembre 2025. La Slovenia, afferma il segretario di Stato, Denis Zobarič, auspica la prosecuzione della cooperazione trilaterale, anche attraverso la possibile ripresa di tali pattugliamenti, nonché l’ulteriore rafforzamento della cooperazione transfrontaliera di polizia. L’obiettivo dichiarato è creare quanto prima le condizioni per abolire i controlli temporanei alla frontiera interna con l’Italia e ripristinare il pieno e regolare funzionamento dello spazio Schengen. Il Ministero dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, nella sua risposta, conferma che proseguirà la collaborazione con le autorità italiane competenti, con particolare riguardo ai pattugliamenti misti bilaterali”.
Collegamenti stradali
“Il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia, a firma del ministro, Jernej Vrtovec, nella risposta del 10 luglio 2026, informa che la Slovenia, conformemente alla Strategia di sviluppo territoriale della Slovenia, alla Strategia di sviluppo dei trasporti nella Repubblica di Slovenia fino al 2030 e alla Risoluzione sul Programma nazionale di sviluppo dei trasporti nella Repubblica di Slovenia per il periodo fino al 2030 (Programma nazionale), sta predisponendo il piano territoriale nazionale per l’autostrada da Postumia al confine con la Repubblica di Croazia, presso Jelšane (autostrada Postumia–Jelšane), nonché il piano territoriale nazionale per la superstrada da Capodistria al valico di frontiera di Dragogna (superstrada Capodistria–Dragogna). Le infrastrutture autostradali previste sono finalizzate ad assicurare l’interconnessione dei centri di rilevanza internazionale, nazionale e regionale nell’area più vasta della Slovenia sud-occidentale, nonché il loro collegamento con i centri internazionali e con i nodi di trasporto di rilevanza internazionale e nazionale lungo il collegamento stradale di lunga percorrenza ricompreso nel Corridoio Adriatico–Ionico attraverso il territorio sloveno, oltre al collegamento della Slovenia con l’Istria in Croazia, in modo da consentire una connessione stradale lungo la direttrice Trieste–Istria. Il collegamento dei principali centri locali dell’area interessata con la rete stradale di lunga percorrenza consentirà di decongestionare le strade principali G6, Postumia–Jelšane, e G7, Kozina–Starod, nonché di incrementare la fluidità della circolazione sulla rete viaria del Comune Città di Capodistria e nell’area urbana della stessa Capodistria, afferma il ministro, Jernej Vrtovec – lo fa sapere nella sua missiva l’ex presidente dell’UI –. I collegamenti stradali previsti sono destinati a realizzare gli obiettivi di uno sviluppo territoriale e dei trasporti armonico della Repubblica di Slovenia. Migliorando i collegamenti viari, precisa il ministro, Jernej Vrtovec, questi contribuiranno al rafforzamento della rete policentrica delle città e degli altri insediamenti, promuoveranno lo sviluppo equilibrato delle aree caratterizzate da comuni peculiarità territoriali e di sviluppo e sosterranno la complementarità delle funzioni delle aree urbane e rurali. Al contempo, miglioreranno il collegamento della rete dei trasporti slovena con i corridoi europei di trasporto e con la rete urbana. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia, la realizzazione delle opere programmate migliorerà il collegamento della rete dei trasporti slovena con i corridoi europei, garantirà condizioni più adeguate al traffico di lunga percorrenza, ridurrà i tempi di viaggio e accrescerà la sicurezza stradale, a beneficio della popolazione locale, dei lavoratori transfrontalieri, del commercio, dell’economia e del turismo”.
“Accolgo con soddisfazione e fiducia le risposte dei Ministeri sloveni, che indicano una prospettiva concreta sia per il superamento dei controlli al confine italo-sloveno, sia per lo sviluppo dei collegamenti stradali verso la Croazia, ovverosia verso l’Istria e il Quarnero. Il mio auspicio è che agli impegni e alle iniziative prospettate seguano quanto prima atti concreti e condivisi tra Slovenia, Italia e Croazia, nell’interesse delle cittadine e dei cittadini, delle popolazioni transfrontaliere, della Comunità Nazionale Italiana, dell’economia e dell’intero territorio dell’Alto Adriatico”, conclude Maurizio Tremul.
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