Influenza 2025, numeri record in Croazia

Oltre 14mila casi, due morti e vaccini aperti a tutti

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Influenza 2025, numeri record in Croazia
Foto: Igor Kralj/PIXSELL

L’influenza torna a colpire duro la Croazia e lo fa con numeri che preoccupano seriamente le autorità sanitarie. In poche settimane i casi sono esplosi, passando da poche centinaia dello scorso anno a oltre 14mila contagi, con due decessi già confermati. Un’impennata senza precedenti nell’ultimo decennio.

I dati arrivano dall’Istituto croato di sanità pubblica (HZJZ), che parla apertamente di una stagione influenzale iniziata prima del previsto e con una diffusione insolitamente rapida.

Un balzo impressionante dei contagi

Nelle ultime tre settimane il numero delle segnalazioni è cresciuto a ritmo vertiginoso. Alla fine di novembre si registravano 1.271 casi, diventati 3.383 nella prima settimana di dicembre. Solo nell’ultima settimana sono stati segnalati 7.251 nuovi contagi. Il totale, aggiornato all’ultima domenica disponibile, ha raggiunto quota 14.342.

Per avere un termine di paragone, nello stesso periodo della stagione precedente i casi registrati erano appena 292. Una differenza che fotografa l’eccezionalità dell’attuale ondata influenzale.

Le aree più colpite e l’incidenza regionale

Le segnalazioni arrivano da tutte le contee croate, ma alcune zone risultano particolarmente colpite. I tassi più elevati si registrano nelle regioni di Spalato e della Dalmazia e in quella di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva), seguite dalle contee di Međimurje e Varaždin.

Numeri significativi anche nelle regioni a forte vocazione turistica: in Istria si contano 244,7 casi ogni 100.000 abitanti, mentre nella Regione litoraneo-montana l’incidenza è di 132,6 casi su 100.000 abitanti.

Bambini i più colpiti, anziani meno contagiati ma più a rischio

Secondo l’HZJZ, la maggior parte dei contagi riguarda bambini in età prescolare e scolare. L’incidenza più bassa si registra tra gli over 65, ma è proprio in questa fascia, insieme ai pazienti cronici, che si concentrano le complicanze più gravi.

E infatti cresce anche il numero dei ricoveri: 353 pazienti sono stati ospedalizzati, 14 dei quali in terapia intensiva. Nello stesso periodo dello scorso anno i ricoveri erano solo 23, con appena due casi gravi.

Due morti e aumento delle forme severe

La stagione influenzale 2025 è segnata anche da un aumento della mortalità nelle categorie fragili. Sono due i decessi ufficialmente collegati all’influenza e alle sue complicanze, come polmonite e sepsi.

Le autorità sanitarie sottolineano che non si tratta necessariamente di virus più letali, ma di una combinazione pericolosa: inizio anticipato della stagione, alto numero di contagi e maggiore pressione sul sistema sanitario.

I virus in circolazione

Le analisi di laboratorio mostrano che nell’ultima settimana il 50 per cento dei campioni testati è risultato positivo. Dominano i virus di tipo A, in particolare i sottotipi A/H1N1pdm09 e A/H3, gli stessi che stanno circolando in gran parte d’Europa.

Vaccino gratuito per tutti

Una delle novità più rilevanti riguarda la vaccinazione. Per questa stagione è disponibile un vaccino antinfluenzale trivalente inattivato, tradizionalmente gratuito per le persone a rischio. Ma ora, con l’autorizzazione del Ministero della Salute e dell’assicurazione sanitaria nazionale, il vaccino può essere somministrato gratuitamente anche a chi non appartiene alle categorie fragili.

“Ha ancora senso vaccinarsi”, ribadiscono dall’HZJZ, invitando i cittadini a informarsi presso il proprio medico di famiglia o i servizi di sanità pubblica locali.

L’allarme europeo

La situazione croata si inserisce in un quadro europeo altrettanto allarmante. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la stagione influenzale nel continente è iniziata circa quattro settimane prima del normale. In almeno 27 Paesi europei l’attività dell’influenza ha raggiunto livelli alti o molto alti.

Anche a livello continentale domina il virus di tipo A, con una forte presenza della variante A(H3N2). L’OMS invita alla prudenza e rafforza l’appello alla vaccinazione, sottolineando il rischio di un inverno difficile per i sistemi sanitari.

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