Il Governo croato prepara un nuovo pacchetto di misure economiche contro l’inflazione che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio del prossimo anno. Il piano, anticipato dal quotidiano Jutarnji list e presentato dal ministro delle Finanze Tomislav Ćorić durante una riunione della maggioranza, punta a intervenire su più fronti: tassazione degli extraprofitti, affitti turistici, lavoro autonomo, stipendi pubblici e pensioni. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è contenere gli squilibri generati dall’aumento dei prezzi e reperire nuove risorse fiscali senza colpire direttamente i redditi più bassi. Ma alcune misure, soprattutto quelle rivolte ai piccoli locatori e ai dipendenti pubblici, rischiano già di aprire un duro confronto politico e sociale.
La tassa sugli extraprofitti
Il cuore del pacchetto riguarda le grandi aziende che registrano utili considerati eccezionali. Per queste società verrà introdotta una tassazione aggiuntiva del 50 per cento sugli extraprofitti. Il meccanismo previsto dal governo prende come riferimento la media degli utili degli ultimi tre anni: se il profitto annuale supera del 20 per cento quella media, sulla differenza verrà applicata una nuova aliquota straordinaria del 50 per cento, oltre all’imposta ordinaria sugli utili pari al 18 per cento. Secondo il governo, si tratta di una misura destinata soprattutto alle grandi imprese che, in una fase di forte inflazione, hanno beneficiato di margini molto elevati.
Stretta sugli affitti turistici
Tra gli interventi più rilevanti figurano anche quelli che riguardano i piccoli proprietari che affittano appartamenti e camere ai turisti. In Croazia, secondo i dati citati dal quotidiano, i piccoli locatori sono quasi 110mila. Per loro è previsto un aumento del 100 per cento della tassa forfettaria annuale per posto letto.
Attualmente il livello della tassazione varia in base alla categoria turistica dei comuni e delle città. Con la riforma, le soglie minime verranno raddoppiate in tutte le categorie: nelle località turistiche più sviluppate il prelievo minimo passerà da 100 a 200 euro per letto, mentre nelle aree della seconda fascia salirà da 70 a 140 euro.
I proprietari continueranno inoltre a pagare la tassa turistica, il contributo alle associazioni di categoria e l’Imposta sul valore aggiunto (PDV) sui servizi delle piattaforme di prenotazione online.
Stop agli aumenti salariali nel pubblico impiego
Il piano anti-inflazione prevede anche il congelamento degli stipendi nel settore pubblico e statale, scrive Jutarnji list. Gli aumenti già concordati per quest’anno verranno mantenuti, ma dal prossimo gennaio oltre 200mila dipendenti pubblici non dovrebbero ricevere ulteriori incrementi salariali.
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