Il governo croato punta a mantenere il deficit pubblico entro i parametri europei e guarda con fiducia alla crescita economica prevista per il 2026. Lo ha dichiarato oggi, venerdì 8 maggio, il vicepresidente del governo e ministro delle Finanze Tomislav Ćorić, intervenendo alla conferenza “Mercato finanziario” organizzata dall’Associazione bancaria croata.
Secondo Ćorić, l’economia del Paese poggia su basi solide nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e le incertezze legate all’andamento dei mercati energetici. “Abbiamo costruito molto bene la nostra crescita economica e questa casa si sta davvero costruendo dalle fondamenta”, ha affermato il ministro rispondendo alle domande dei giornalisti.
Deficit sotto controllo
Il titolare delle Finanze ha ribadito che l’obiettivo dell’esecutivo resta quello di mantenere il deficit pubblico entro il limite del 3 per cento del Pil previsto dai criteri di Maastricht.
“Crediamo di poter raggiungere questo obiettivo e un contesto finanziario stabile rappresenta la migliore base per la crescita futura dell’economia croata», ha spiegato Ćorić.
Il governo prevede per quest’anno una crescita del Pil del 2,6 per cento, un dato che, secondo il ministro, sarebbe nettamente superiore alla media dell’Eurozona.
Le tensioni internazionali e il rischio energia
Nel suo intervento, Ćorić ha affrontato anche il tema delle tensioni in Medio Oriente, che potrebbero avere ripercussioni sull’economia europea attraverso l’aumento dei prezzi energetici.
Il ministro ha riconosciuto che l’escalation della crisi genera incertezza e preoccupazione sui mercati, sottolineando però che Zagabria ritiene possibile un graduale allentamento delle tensioni nelle prossime settimane.
“L’aumento dei prezzi dell’energia si riflette inevitabilmente sull’intera economia, compresa quella croata”, ha osservato. “Tuttavia crediamo che la situazione possa stabilizzarsi e, fino ad allora, la nave croata continuerà a navigare in modo stabile”.
Inflazione e rischi sociali
Ćorić ha poi parlato dell’inflazione, definendola uno dei principali elementi di criticità per l’economia europea e croata. Secondo il ministro, la crescita sostenuta registrata dalla Croazia negli ultimi anni – superiore alla media dell’Unione europea – ha inevitabilmente prodotto pressioni inflazionistiche. “Tassi di inflazione elevati non fanno bene a nessuno”, ha detto, evidenziando i rischi di disuguaglianze sociali, instabilità economica e difficoltà nella pianificazione degli investimenti. “In un contesto simile nessuna economia può funzionare in modo efficiente”, ha aggiunto.
Verso il nuovo governatore della Banca centrale
Tra i temi affrontati anche il prossimo cambio alla guida della Banca nazionale croata (HNB). L’attuale governatore Boris Vujčić lascerà, infatti, l’incarico a giugno per assumere la vicepresidenza della Banca centrale europea.
Ćorić ha spiegato che nelle prossime settimane verrà scelto il nuovo governatore o la nuova governatrice dell’HNB, senza però anticipare alcun nome. “La persona scelta dovrà essere un esperto di finanza capace di assumersi una responsabilità molto seria nel prossimo periodo”, ha dichiarato.
Mercato dei capitali e nuovi strumenti per gli investitori
Nel corso della conferenza, il ministro ha dedicato ampio spazio anche alla strategia di sviluppo del mercato dei capitali croato, considerata uno strumento fondamentale per offrire alle imprese nuove modalità di finanziamento oltre al tradizionale sistema bancario.
Ćorić ha ricordato che dal 2023 sono state avviate numerose riforme, tra cui l’adeguamento del quadro normativo e il rafforzamento dell’integrazione finanziaria regionale. Entro la fine del 2026 il ministero intende inoltre completare la preparazione di un nuovo “conto d’investimento”, pensato per favorire una maggiore partecipazione dei cittadini ai mercati finanziari.
Il ministro ha infine citato il recente lancio del “sandbox” sviluppato insieme all’autorità di vigilanza HANFA, una piattaforma destinata ad accompagnare le imprese nel percorso di accesso ai mercati dei capitali. Nei prossimi mesi anche la banca per la ricostruzione e lo sviluppo (HBOR) dovrebbe avviare un fondo dedicato alle quotazioni in Borsa, con l’obiettivo di sostenere le aziende croate interessate alla raccolta di capitali sul mercato.
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