Croati sempre più europeisti: quasi otto su dieci promuovono l’Unione

Opportunità di lavoro, crescita e sicurezza tra i principali benefici indicati dai cittadini

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Croati sempre più europeisti: quasi otto su dieci promuovono l’Unione
Foto Goran Žiković

I croati guardano con sempre maggiore fiducia al proprio futuro europeo. Secondo l’ultimo Eurobarometro, commissionato dal Parlamento europeo, quasi otto cittadini su dieci (79%) ritengono che l’adesione all’Unione europea abbia portato benefici al Paese, una percentuale superiore alla media dell’Ue.

Lo studio, condotto con 1004 interviste tra il 6 e il 25 marzo, rivela un cambiamento significativo rispetto a pochi mesi fa. Il 50% degli intervistati pensa che la Croazia stia andando nella giusta direzione, in crescita di 16 punti rispetto all’indagine di gennaio-febbraio. Al contrario, il numero di chi ritiene che le cose vadano male è sceso al 42%, con un calo di 18 punti.

Un dato che colpisce è il confronto con il resto d’Europa: nella media dell’Ue solo il 37% crede che il proprio Paese proceda sulla strada giusta, mentre oltre la metà (52%) ne ha una percezione negativa.

I vantaggi dell’Europa secondo i croati

Alla domanda su quali siano i principali benefici derivanti dall’adesione all’Ue, il 49% dei croati indica le nuove opportunità di lavoro. Seguono il contributo alla crescita economica (32%), il miglioramento del tenore di vita (32%) e il ruolo nella pace e nella sicurezza (32%).

Nel complesso dell’Unione, invece, al primo posto c’è la percezione che Bruxelles rafforzi la sicurezza e la pace (37%), seguita dal miglioramento della cooperazione tra Stati membri (36%) e dalla spinta alla crescita economica (29%).

Preoccupazioni e priorità: l’inflazione al primo posto

Se da un lato cresce l’ottimismo, dall’altro restano forti le preoccupazioni per la situazione economica. Più della metà dei croati (55%) considera l’inflazione, l’aumento dei prezzi e del costo della vita la principale sfida su cui dovrebbe concentrarsi il Parlamento europeo. Seguono il sostegno all’economia e la creazione di posti di lavoro (41%) e la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (31%).

Guardando avanti, il 61% degli intervistati ritiene che nei prossimi cinque anni il proprio tenore di vita resterà invariato, il 22% prevede un miglioramento e il 16% teme un peggioramento. Le aspettative variano in base all’età: tra i giovani dai 15 ai 24 anni il 44% crede in un futuro migliore, mentre tra gli over 55 la quota scende al 12%.

Sulla direzione complessiva dell’Unione europea, il 58% dei croati afferma che Bruxelles si muove nella giusta direzione, contro il 33% che pensa il contrario. A livello Ue, i numeri sono più equilibrati: 42% positivi e 43% negativi.

In generale, riporta l’agenzia Hina, il 70% dei croati si dice ottimista sul futuro dell’Europa (contro il 66% della media europea). Inoltre, il 68% ritiene che l’Ue debba avere un ruolo più incisivo nella protezione dei cittadini in caso di crisi internazionali e rischi per la sicurezza. La stragrande maggioranza (90%) chiede risposte comuni alle sfide globali, e il 77% vuole che Bruxelles abbia più margini di manovra nello scenario geopolitico.

Tra le priorità future, il 37% degli intervistati indica difesa e sicurezza, mentre il 32% guarda alla competitività economica e industriale dell’Unione.

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