Inflazione Croazia top in Ue, il ministro Ćorić: «Livelli non incoraggianti»

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Inflazione Croazia top in Ue, il ministro Ćorić: «Livelli non incoraggianti»
Il ministro dell'Economia, Ante Šušnjar e quello delle Finanze, Tomislav Ćorić. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

L’inflazione torna a salire in Croazia e accende un campanello d’allarme nel cuore dell’eurozona. Secondo la prima stima diffusa dall’Istituto nazionale di statistica, a marzo il tasso ha raggiunto il 4,8%, segnando un’accelerazione significativa rispetto ai mesi precedenti.

A commentare i dati è stato il ministro delle Finanze Tomislav Ćorić, che ha riconosciuto apertamente come il Paese si stia avviando verso uno dei livelli di inflazione più alti dell’eurozona. Una prospettiva che, nelle sue parole, “non è incoraggiante”.

Le cifre diffuse da Eurostat confermano il quadro: la Croazia risulta il Paese con l’inflazione più elevata nell’area euro nel mese di marzo. Subito dopo si colloca la Lituania, con un tasso del 4,5%.

Un dato che rafforza le preoccupazioni del governo, anche perché si inserisce in un contesto europeo già sotto pressione per via dell’aumento generalizzato dei prezzi.

Energia e servizi trainano i rincari

Secondo Ćorić, la dinamica dei prezzi è fortemente influenzata dall’impennata dei costi energetici a livello globale. Un fattore che si riflette direttamente sull’indice dei prezzi al consumo, spingendo verso l’alto l’inflazione.

A questo si aggiunge il contributo del settore dei servizi, mentre i prezzi dei prodotti industriali mostrano una tendenza al ribasso. Una combinazione che rende il fenomeno complesso e difficile da contrastare nel breve periodo.

Un’inflazione «importata»

Il ministro ha sottolineato come nessun Paese dell’Unione europea possa sottrarsi a quello che definisce uno shock inflazionistico “importato”. Le tensioni internazionali, in particolare i conflitti in corso in Medio Oriente, continuano infatti a incidere sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento.

“La nostra economia funziona normalmente ed è solida”, ha spiegato Ćorić, evidenziando però come la struttura economica croata esponga il paese a queste dinamiche globali.

Timori per il futuro

Lo scenario resta incerto. Se le tensioni geopolitiche dovessero prolungarsi, l’intera Europa potrebbe trovarsi ad affrontare nuove difficoltà, sia sul fronte dei prezzi sia su quello delle forniture energetiche.

Secondo il ministro, la Croazia non corre rischi immediati per quanto riguarda l’approvvigionamento, ma il problema inflazione resta aperto e destinato a rimanere al centro del dibattito economico nei prossimi mesi.

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