Inflazione. Alcol e tabacco su del 10%

Nel mese di marzo i cittadini hanno dovuto sborsare l’1,2 per cento in più per acquistare gli stessi prodotti e servizi rispetto a quanto hanno dovuto spendere nel marzo del 2020. I dati sono stati diramati dall’Istituto nazionale di statistica (DZS), che rileva che anche nel mese precedente si era verificato un aumento, seppur dello 0,3 per cento, ma sufficiente per poter affermare che l’inflazione è ricomparsa a febbraio di quest’anno.
Naturalmente, non tutti i prodotti hanno subito impennate, né lo stesso indice di aumento. Tra gli acquirenti, ad avere la peggio sono stati i consumatori di tabacco e alcol, in quanto le sigarette e gli alcolici sono aumentati del 10,3 per cento. Rincari significativi anche nei trasporti, maggioratati del 5,8 per cento, mentre le spese per la salute dei cittadini sono aumentate dell’1,2 per cento. Aumenti anche nel settore culturale, con maggiorazioni dei prezzi dell’1,7 per cento, mentre quelli di ristoranti e alberghi sono aumentati dell’1 per cento. Le comunicazioni sono più care dello 0,7 per cento e l’istruzione dello 0,6 per cento.
Dall’altro canto, secondo l’Istituto di statistica, ci sono i prezzi più bassi degli alimentari e delle bevande analcoliche, diminuiti dell’1 per cento rispetto a marzo del 2020. Queste due voci costituiscono il 27,2 per cento della spesa familiare mensile, in cui il 17,7 per cento ricade sulle spese di alloggio, energia elettrica, gas o altro combustibile, i cui prezzi sono rimasti ai livelli di un anno fa.
Nel primo trimestre di quest’anno i prezzi sono aumentati dello 0,4 per cento. L’Istituto di statistica ha rilevato che i dati corrispondono a quelli previsti sia dal governo che dalla Banca cenrale croata (HNB), i quali per quest’anno prevedono un’inflazione dell’1,5 per cento. Gli esperti nel campo economico ritengono che le spese per l’energia siano sotto l’influenza del blando recupero del prezzo del petrolio greggio. Si attendono, infatti, per il terzo trimestre un rialzo del Brent, a oltre 70 dollari al barile, mentre nel contempo il livello delle riserve complessive di greggio entro la fine dell’anno raggiungerà quello precedente alla pandemia. In materia di alimentazione, gli esperti ritengono che i prezzi aumenteranno più lentamente, a causa della normalizzazione dell’approvvigionamento globale. Infine, ritengono che quest’anno l’inflazione si assesterà sull’1 per cento.

Facebook Commenti