Industria della lavorazione del legno: manodopera introvabile

Le industrie specializzate nella lavorazione del legno faticano a reperire i quadri necessari

Foto: Pixsell

La Camera d’economia croata ha puntato l’indice sull’allarmante carenza di manodopera nell’industria della lavorazione del legno causata dall’esodo dei giovani verso altri Paesi dell’UE e dallo scarso numero di iscrizioni alle scuole del comparto. A peggiorare la situazione è stata la pandemia da Covid-19 che ha reso più difficile l’assunzione di manodopera estera. “La carenzaa di manodopera è una vecchia ferita dell’economia nazionale che si presenta soprattutto nel settore della silvicoltura. Ciò è dovuto da più motivi; dall’emigrazione e dalla riluttanza dei giovani a trasferirsi nelle zone rurali all’insufficiente interesse per l’iscrizioni nelle scuole del tecniche e per i lavori manuali. L’odierna generazione di artigiani invecchia sempre di più mentre i più giovani aspirano a paghe più decorose in altri Paesi dell’UE”, ha rilevato Dragan Kovačević, vicepresidente dell’Ente camerale nazionale. “Il problema delle aziende croate sta nel fatto che i lavoratori se ne vanno dopo circa un anno dato che gli artigiani mancano nell’intera Unione europea e altrove le paghe sono assai maggiori. Al contempo ci sono determinati problemi nel processo di assunzione dei lavoratori, che è lungo e complicato per cui le aziende si aspettano delle semplificazioni”, ha detto Kovačević. Le aziende che fanno parte dell’Associazione dell’industria della lavorazione del legno fanno fatica a trovare non solo falegnami e ingegneri specializzati nel settore del legno, ma anche elettricisti, fabbri e altre figure professionali. Dalle scuole nelle aree dove si trovano le industrie escono più che altro cuochi e camerieri i quali poi vanno a lavorare altrove. Il direttore dell’industria DI Klana Miladin Marković afferma che la sua impresa vorrebbe assumere una cinquantina di lavoratori con esperienza nel settore entro la fine dell’anno, ma è arduo trovarli anche all’estero. Al momento si sta lavorando per ottenere i permessi per otto lavoratori dall’Ucraina. La direttrice dell’azienda Tim Commerce, Ljiljana Mrla asserische che gli addetti per il settore della lavorazione del legno non si possono trovare neanche tra i disoccupati. Il vero problema è reperire personale con esperienza nel comparto; del resto l’impressione dei dirigenti aziendali e che la qualità della manodopera presente nel mercato del lavoro sia scesa notevolmente.
La Camera d’economia nazionale evidenzia che nella lista delle 20 scuole tecniche più gettonate non c’è alcuna che sforni profili richieste dall’industria della lavorazione del legno. L’indirizzo più ricercato è quello per di meccanico per automobili. Segue quello per estetisti. Nella top 20 figurano anche le professioni di parrucchiere, farmacista, fisioterapista, cuoco, pasticcere e idraulico ma non c’è traccia di falegnami e fabbri.

Facebook Commenti