INCHIESTA Vaccino. Tiepido interesse a Fiume e Pola

Non tutti sono propensi a farsi inoculare l’antidoto al coronavirus nella prima tornata. Secondo alcuni si tratta infatti soltanto di una corsa al profitto

Foto Dusko Jaramaz/PIXSELL

Suscitano grande scalpore le ultime notizie relative al vaccino anti-Covid, definito dai più una speranza per arrestare la pandemia in corso. Ci sono, però, per il momento troppi interrogativi sulla sua efficacia, anche se le aziende farmaceutiche che lo hanno prodotto, due o tre a livello mondiale, assicurano che la sua validità è pari al 90 par cento, ma che gli effetti sui casi asintomatici sono ancora da verificare. La corsa al vaccino è già in atto, la maggior parte dei Paesi a livello mondiale, o quelli che se lo potranno permettere, stanno già cercando di assicurarsi scorte sufficienti per vaccinare la popolazione. In alcuni Stati farsi somministrare il vaccino sarà addirittura d’obbligo. Abbiamo voluto scoprire che cosa ne pensano i cittadini di Fiume e Pola sull’antidoto al Covid-19 e se una volta lanciato sul mercato, saranno propensi a farsi vaccinare?

FIUME

“Sono propenso a farmi vaccinare contro il Covid-19 – ci ha detto Anto Majstorović, pensionato – anche se non ho mai preso il vaccino antinfluenzale. Forse così riusciremo a uscire da questa situazione, che sta diventando sempre più inquietante. Seguo l’evolversi dei fatti e, purtroppo, mi rendo conto che la politica, e non solo a livello nazionale, sta dettando legge su come e che cosa fare per quanto riguarda la pandemia. Sarebbe il caso di lasciare agli epidemiologi e ai ricercatori, il compito di gestire la situazione”.
Jelena Fajdetić, proprietaria di un’azienda a conduzione familiare, non è del parere che ci si debba vaccinare ad ogni costo. “Il tutto si sta evolvendo troppo velocemente. I vaccini non sono stati ancora sperimentati del tutto e ora noi tutti dovremmo vaccinarci per forza. No, se non sarà obbligatorio, non ho intenzione di assumere il vaccino nella prima tornata. L’industria farmaceutica mondiale è molto potente e ci propina medicinali soltanto per un proprio profitto e non per salvaguardare la nostra salute”.
Il collega giornalista Vladimir Jurić è altrettanto scettico. “Il vaccino dovrebbe dapprima venire inoculato alle categorie a rischio e poi, se rimangono dosi, a coloro che desiderano vaccinarsi, senza forzare la mano. Non mi presterò all’antidoto perché sono in buone condizioni di salute. Tutta la situazione che si sta creando è alquanto legata alla politica economica. Come tutti sappiamo ‘il denaro fa girare il mondo’ e le grandi potenze mondiali, e qui mi riferisco alla Cina e agli USA, stanno tenendo in pugno tutta la popolazione con la storia di un vaccino scoperto appositamente per combattere il Covid-19, un virus comparso per caso? Direi di no!”.
Passeggiando lungo il Corso, incontriamo Marija Penović e Borivoje Petrović. “Sono un’ex infermiera – ci racconta Marija – e siccome sono già in età avanzata, ho deciso di vaccinarmi quando verrà il momento. Ora sono preoccupata di più per le mie ex colleghe che stanno dando il massimo in una situazione che fortunatamente non ho mai dovuto affrontare. I vaccini antinfluenzali sono stati creati appositamente per combattere le influenze causate dai virus e vengono adeguati alla situazione quando esso muta. Spero caldamente che il nuovo vaccino sia efficace come viene presentato”.
Anche se ha deciso di vaccinarsi, Borivoje è molto scettico per quanto riguarda il modo in cui è stato presentato il nuovo antidoto. “Le grandi industrie farmaceutiche hanno fatto a gara per arrivare prime e ora, quando la pandemia sta prendendo ulteriore forza, presentano una dietro l’altra i propri vaccini pubblicizzandoli sul mercato come i più efficaci. Se questo non è un gioco di profitto, poco ci manca”.

POLA

Sandro Gozzi: “A mio avviso è troppo presto per avere un’opinione sul vaccino in quanto ci vuole molto tempo per vedere se è efficace, e se causa o meno effetti negativi sulla salute. Tra l’altro, nel frattempo il virus è mutato, e come si è visto non colpisce solamente le persone anziane bensì anche quelle più giovani. Dunque, al momento non ho nessuna intenzione di vaccinarmi. Forse lo farò in futuro quando mi accerterò dell’efficacia del medicinale”.
Eleonora Jelenić:” L’intera storia legata al coronavirus non mi pare troppo logica, anzi è troppo strana e infine anche triste. Penso che i politici abbiano costretto la gente a chiudersi in casa e che sotto sotto ci sia un progetto economico a livello globale. Non intendo vaccinarmi in quanto non ho paura del Covid-19, come neppure dell’influenza. A ogni modo mi attengo a tutte le misure epidemiologiche, in primo luogo per il rispetto delle altre persone”.
Marijo Vujica: “La scoperta del vaccino anti-Covid è un fatto molto positivo, ma che comunque non porterà ad alcuna soluzione finale. È un problema creato volutamente, e finalizzato alla destabilizzazione dell’intero globo. Credo ci siano dei laboratori specializzati che ‘producono’ vari tipi di virus e per questo motivo non credo abbia senso l’ipotesi che le persone siano state infettate dagli animali. Al tempo il virus era considerato un agente patogeno, però oggigiorno viene definito come una malattia. D’accordo, il Covid-19 può essere pericoloso, però l’approccio nei confronti della gente è a dir poco inadeguato. Non voglio vaccinarmi, considerato che il medicinale non è ancora sicuro”.
Denis Vitasović: “È trascorso troppo poco tempo per sapere se il vaccino sia efficace o meno. Secondo me si tratta di un ‘affare’, programmato tra la Cina e gli Usa. Nel concreto, assieme hanno creato li virus e assieme hanno prodotto li vaccino. Il tutto per influire sull’economia globale e sulla coscienza delle persone. Per esempio, le mascherine sono state imposte e la gente ormai non si riconosce più. Parallelamente la tecnologia è salita alla ribalta. Non mi sottoporrò al vaccino in quanto non credo in questo sistema, nel quale dei singoli si arricchiscono grazie alla sofferenza e al dolore degli altri”.
Mirjana Damjanac-Perčić: “Non so più che cosa pensare. L’unica cosa certa è che non mi farò somministrare il vaccino, che a mio avviso è stato prodotto troppo presto, e non sono state rispettate le procedure standard. È una burla dire che il medicinale sarà disponibile entro il marzo prossimo. E, mi chiedo, perché venga piazzato sul mercato subito dopo le elezioni negli Usa? Secondo me, il virus sparirà da solo, come tutti gli altri finora”.
Sandra Brakus Brženda: “L’avere scoperto il vaccino anti-Covid è un’ottima cosa in quanto ciò risolverà il problema dell’epidemia, che ha coinvolto il mondo intero. In merito all’efficacia del medicinale non sono titubante, considerato che tutti i Paesi si sono ingaggiati per trovare una soluzione. Penso che il vaccino dovrebbe arrivare da noi nella prossima primavera o estate. Tra l’altro, quest’anno per la prima volta mi sono vaccinata contro l’influenza, e certamente cercherò di farlo pure contro il coronavirus”.

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