In Slovenia scatta la «legge Šutar»: più poteri alla Polizia e pene più severe

Zone sorvegliate, video e audio controllati, interventi immediati: cosa cambia per i cittadini

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In Slovenia scatta la «legge Šutar»: più poteri alla Polizia e pene più severe
Foto: Borut Zivulovic/PIXSELL/F.A. BOBO

In Slovenia scatta oggi, giovedì 27 novembre, il nuovo pacchetto di misure urgenti per la sicurezza pubblica, noto come “legge Šutar”, una riforma che introduce cambiamenti profondi nel sistema penale, giudiziario e sociale. Il provvedimento arriva a poche settimane dall’attacco mortale di Novo Mesto, in cui un 48enne, Aleš Šutar, rimase ucciso: un episodio che ha riacceso il dibattito sul ruolo e sui poteri della polizia.

Tra le misure più discusse c’è la possibilità per la Polizia di entrare in abitazioni, locali o veicoli senza un ordine del giudice. Una prerogativa limitata a situazioni in cui sia necessario intervenire immediatamente per sottrarre un’arma da fuoco e prevenire rischi per l’incolumità delle persone.

Gli agenti potranno procedere a un controllo degli ambienti – non a una perquisizione completa – e, se necessario, potranno usare la forza. Una facoltà temporanea, valida fino all’adozione di una legge sistemica che disciplini in modo più organico l’intervento nelle proprietà private.

Sorveglianza nei quartieri a rischio

La “legge Šutar” attribuisce alla Polizia nuove competenze anche nelle aree considerate ad alto rischio. Qui saranno consentiti rilevamenti fotografici, registrazioni video e audio e l’uso di altri mezzi tecnici quando sussista un pericolo concreto per vite umane o beni materiali.

A definire la mappa delle zone sensibili sarà il direttore della Polizia o il direttore generale, sulla base di indicatori oggettivi come la quantità di reati registrati. La misura potrà durare fino a tre mesi e dovrà essere inviata entro 24 ore a un giudice istruttore, che potrà convalidarla o annullarla.

Il direttore generale della Polizia, Damjan Petrič, ha anticipato che la prima area a rischio sarà individuata a breve. Anche per le operazioni di irruzione sarà necessaria una disposizione scritta dell’autorità di vertice.

Pene più severe e nuove procedure

Oltre al rafforzamento dei poteri operativi, la legge introduce un irrigidimento delle sanzioni per la violenza e prevede procedure più rapide per il sequestro temporaneo dei beni. Cambiano anche le regole sull’esecuzione forzata delle prestazioni sociali in denaro e vengono definite misure specifiche nei casi che coinvolgono genitori minorenni.

Una riforma ampia e controversa, che il Parlamento sloveno ha approvato la scorsa settimana con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza pubblica, ma che ha già aperto un dibattito acceso sul delicato equilibrio tra tutela della collettività e diritti individuali.

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