Il vicesindaco Ivaniš dopo l’attacco: «Fascisti codardi»

Nikola Ivaniš davanti al suo Policlinico, meta dei vandali. Foto Goran Žiković

“I fascisti operano di notte perché sono dei codardi”. Queste le parole a caldo di Nikola Ivaniš, il cui studio medico nel rione di Zamet è stato preso di mira dagli ultrà del Rijeka calcio. “Quando alcune persone fanno quello che vogliono e quando fanno sfoggio della loro inciviltà in Corso, allora è chiaro che possono succedere cose del genere – ha aggiunto il vicesindaco di Fiume -. Questa volta sono venuti davanti alla mia porta, ma domani possono venire davanti a quella di tutti coloro che non la pensano come loro. Quesi teppisti sono al corrente del fatto che sono un antifascista, che sono nato a Fiume e che nel 1991 ho combattuto nella Guerra patriottica”. “Forse i genitori di questi vandali sono stati curati dal sottoscritto – ha aggiunto il famoso gastroeneterologo -. Ma io non faccio distinzione in base al credo politico o alla razza”. Ivaniš ha poi chiamato in causa le istituzioni che “se facessero il loro dovere, non sarebbe possibile sentire le minacce che sono state rivolte al sindaco (qui il commento di Obersnel sull’accaduto) e all’autore della stella rossa sul Grattacielo di Fiume durante la protesta di domenica scorsa. Questi non sono tifosi del Rijeka, nonostante sostengano di esserlo. Conosciamo bene anche la mano che li guida. Non esistono segreti nella società croata… Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il mio nuovo incarico nel Consiglio di gestione del Rijeka calcio, bensì con i miei commenti alla manifestazione di protesta di domenica in Corso contro l’installazione della stella rossa”.
“Non ho paura, spero soltanto che la polizia faccia tutto il possibile per fermare questi teppisti”, ha chiosato il vicesindaco Ivaniš.

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