La stagione estiva in Croazia si prepara quando fuori è ancora inverno. Alberghi, ristoranti e catene commerciali si muovono con mesi di anticipo perché sanno che, se aspettano la primavera, rischiano di restare senza personale. Il mercato del lavoro interno non basta più da tempo e, nonostante l’aumento dei lavoratori stranieri, la domanda supera ancora l’offerta.
Lo scorso anno il settore ha cercato circa 70mila lavoratori stagionali tra turismo, ristorazione e commercio. Quest’anno l’ordine di grandezza sarà simile. L’obiettivo è chiaro: avere le squadre complete prima di Pasqua – che cade il 5 aprile – quando inizia la pre-stagione e arrivano i primi flussi turistici.
In questi giorni le bacheche online sono particolarmente attive. Sul portale dell’HZZ (l’Ufficio nazionale di collocamento) ci sono circa 1.900 annunci legati a turismo e ristorazione, il doppio rispetto al settore sanitario, che è la seconda categoria più rappresentata.
La figura più richiesta è, ancora una volta, il cameriere. Al momento risultano 485 annunci, ma il numero reale di posti è più alto perché in molti casi si cercano più persone con un solo annuncio. Una catena alberghiera di Pola, ad esempio, è alla ricerca di 50 camerieri in un colpo solo.
Subito dopo arrivano i cuochi (355 annunci) e gli aiuto-cuochi o addetti alla cucina (287). Seguono fattorini, baristi, receptionist e personale per la ristorazione veloce. La maggior parte dei contratti copre il periodo da aprile a ottobre, anche se alcuni datori di lavoro lasciano aperta la possibilità di proroga.
Un dato interessante è che non tutti gli annunci riguardano la costa. Diverse offerte per camerieri e cuochi arrivano da Zagabria e da altre città dell’entroterra, segno che anche lì, nei mesi estivi, la manodopera scarseggia.
Stipendi poco chiari negli annunci
Il punto delicato resta la retribuzione. Solo una minoranza di annunci indica in modo esplicito lo stipendio. Si trovano casi come 1.255 euro lordi per un receptionist a Vrbosko, 1.315 euro lordi per la stessa posizione sull’isola di Lesina (Hvar), 1.105 euro lordi per un aiuto cameriere a Novaglia (Novalja), sull’isola di Pago (Pag). In altri casi si parla di netto: 1.300 euro per un cameriere a Spalato, 1.400 euro netti per un cuoco addetto alla preparazione.
Secondo il portale “Moja plaća”, l’80% dei lavoratori nel settore turismo e ristorazione guadagna tra 921 e 1.974 euro al mese. Il 10% è sotto questa fascia, un altro 10% la supera. Va ricordato che il salario minimo lordo quest’anno è fissato a 1.050 euro, il che significa poco più di 800 euro netti.
Le differenze tra le posizioni sono ampie. Un cameriere può guadagnare tra 919 e 1.742 euro, un cuoco tra 1.028 e oltre 2.000 euro. Per uno chef si può arrivare fino a circa 3.000 euro, così come per un manager della ristorazione. All’estremo opposto, le addette alle pulizie, i portieri e gli aiuti in cucina hanno le fasce più basse e con margini di crescita più limitati.
La forbice è ampia: in alcuni ruoli supera i mille euro di differenza. Questo significa che esperienza, tipologia di struttura e località fanno la differenza più dello stesso titolo professionale.
In sintesi, la stagione 2026 si apre con lo stesso copione degli ultimi anni: forte domanda, corsa anticipata al personale e stipendi che, sulla carta, possono sembrare interessanti ma che non sempre vengono dichiarati con trasparenza. E mentre le strutture turistiche si preparano ad accogliere milioni di visitatori, la vera partita si gioca ora, nelle cucine e nelle sale ancora vuote, in attesa di chi dovrà farle funzionare.
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