Il turismo congressuale è al collasso

Le sale per il turismo congressuale desolatamente vuote

Nonostante l’annuncio dato la scorsa settimana sulla riapertura di attività precedentemente chiuse abbia lasciato soddisfatti molti, alcuni imprenditori si sono indignati per le decisioni della Task force della Protezione civile nazionale, perché sono stati nuovamente esclusi dalla lista di coloro che possono “alzare le saracinesche”. Ciò si riferisce principalmente alle attività MICE (una sigla inglese che sta a significare riunioni, viaggi di incentivazione, convegni ed esposizioni) e soprattutto al turismo congressuale e ai grandi eventi aziendali, che sono stati snobbati dalle nuove misure antiepidemiche.

 

I rappresentanti dell’industria degli eventi hanno più volte avviato incontri con gli esperti dei Ministero della Cultura e del Turismo e all’inizio di aprile hanno elaborato una proposta concreta di allentamento delle restrizioni che includeva tutti i tipi di eventi aziendali. Sono riusciti inoltre a presentare la loro proposta, ma poiché tutti i nuovi allentamenti delle misure sono stati annunciati all’inizio di questa settimana, è emerso che gli eventi aziendali sono stati nuovamente esclusi dalla lista di quelli che hanno ottenuto il via libera.

Marina Franolić, direttrice per l’Europa centrale e orientale di Bench Events e comproprietaria del gruppo HERA, ha avvertito che il lavoro dell’industria degli eventi è bloccato praticamente dagli inizi della pandemia. Secondo Marina Franolić la competenza per questo settore è di due organismi: del Ministero della Cultura per quanto concerne le attività culturali quali i festival e i concerti e del dicastero del Turismo per il segmento delle conferenze, dei congressi, delle fiere, ecc.

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