Il tour di Paolo Trichilo tra arte contemporanea e patrimonio romano

Dopo il soggiorno a Spalato, dove ha visitato la mostra di Alberto Di Fabio, l’ambasciatore d’Italia a Zagabria ha fatto tappa a Clissa (Klis) e Salona (Solin)

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Il tour di Paolo Trichilo tra arte contemporanea e patrimonio romano
La visita di Paolo Trichilo al sito archeologico di Salona (Solin) assieme a Marina Tudor del Museo archeologico di Spalato. Foto Ambasciata D’italia

SPALATO/SALONA

Si è concluso ieri il soggiorno in Dalmazia dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo. Lunedì il diplomatico è stato impegnato non solo in incontri istituzionali ma anche in itinerari culturali. Dopo i colloqui con il presidente della Regione spalatino-dalmata Blaženko Boban e il sindaco di Spalato Tomislav Šuta e la tappa al Dipartimento di Italianistica dell’ateneo spalatino, l’ambasciatore ha visitato la mostra dal titolo “Luci dell’esistenza” di Alberto Di Fabio, artista italiano che ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in prestigiosi musei e istituzioni in tutto il mondo.

Un artista di grande livello
La mostra – la prima per l’artista in Croazia – allestita presso Palazzo Milesi e curata da Anamarija Runtić, è stata inaugurata il 7 ottobre e sarà visitabile fino al 7 novembre. Il titolo stesso della mostra descrive il tema centrale delle opere esposte di Di Fabio: la luce come simbolo di vita, energia e connessione spirituale. L’artista, attraverso le sue opere, indaga come la luce pervada il mondo materiale e immateriale, rivelando le dimensioni interne ed esterne dell’esistenza. Le luci sulle sue tele non servono soltanto a un’esperienza visiva, ma aprono uno spazio di contemplazione e riflessione introspettiva sul nostro legame con l’universo e con la nostra energia interiore. Le sue opere non si limitano alla sola bellezza visiva, ma instaurano un profondo dialogo tra mondo interiore ed esteriore, esplorando le energie invisibili che plasmano la nostra realtà.
Di Fabio trae ispirazione da diversi linguaggi artistici e discipline scientifiche come la fisica quantistica, le neuroscienze, l’astronomia e la biologia. I suoi cicli pittorici prendono il nome proprio da concetti provenienti da questi ambiti e li trasformano in un linguaggio visivo unico.
“Alberto Di Fabio è un artista abruzzese che vive e lavora a Roma ma è noto a livello internazionale, si tratta di un artista contemporaneo italiano di grande livello e conosciuto in tutto il mondo. Sono molto contento che Spalato stia ospitando una sua mostra”, ha affermato Trichilo dopo aver visitato l’esposizione –. Ciò che contraddistingue le opere di Di Fabio è la ricerca delle connessioni dell’estetica con la scienza, il corpo umano e l’universo. Una delle sue mostre è stata infatti ospitata al CERN di Ginevra, a conferma del fatto che il lavoro di Di Fabio è un dialogo tra l’arte e la scienza”.

Far conoscere l’eredità culturale
Nella giornata di ieri, invece, l’ambasciatore ha visitato il sito archeologico romano di Salona (Solin) e la Fortezza di Clissa (Klis). “Salona era una città dell’Impero romano che, avendo sostenuto all’epoca della guerra civile Giulio Cesare, ottenne poi da lui stesso ricompense e benefici, il che spiega anche il suo importante sviluppo ai tempi dell’Impero, con un’estensione dell’area archeologica ancora oggi molto vasta – ha commentato Trichilo –. Le guide mi hanno spiegato i progetti che sono stati avviati per rendere l’area archeologica sempre più accessibile e fruibile. Stanno introducendo per esempio i codici QR, che producono una realtà virtuale e danno una ricostruzione dei luoghi visitati, fornendo anche delle spiegazioni. Inoltre sono tuttora in corso degli scavi. Ultimamente è stato infatti scoperto un frantoio. È stato già fatto molto in termini di progetti, anche con le scuole, per far conoscere meglio questa eredità culturale. Allo stesso tempo stanno cercando di individuare nuovi posti come per esempio il porto. È in corso uno studio per riuscire a localizzarlo. Essendo Salona un’area archeologica che rimanda all’Impero romano è un posto significativo anche dal punto di vista dell’Italia”, ha spiegato. L’ambasciatore ha quindi ricordato che due direttori del Museo archeologico di Spalato, dal quale dipende appunto anche l’area archeologica di Salona, sono stati italiani. “Il primo direttore del museo fu Carlo Lanza, dal 1820 al 1832. Dal 1842 al 1853 ci fu un altro direttore italiano, Francesco Carrara. Entrambi contribuirono agli scavi”, ha sottolineato Paolo Trichilo che ha fatto sosta anche a Clissa (Klis), comune alle spalle di Spalato.
Un punto strategico
“Per quanto riguarda la Fortezza di Clissa, si tratta di un punto strategico che permetteva il controllo della regione. Qua tra l’altro si svolse la guerra dell’Impero romano contro gli illiri, con più di un secolo di combattimenti, tanto che venne costruito anche un castrum – ha spiegato l’ambasciatore –. Nell’ottica italiana è interessante anche dal punto di vista storico ricordare che Leonardo Foscolo, ufficiale militare veneziano, riuscì a rompere l’ultracentenaria occupazione del forte (e della regione) da parte degli Ottomani. È importante quindi sottolineare che, essendo una zona così vicina all’Italia, c’è anche un coinvolgimento importante di personaggi storici di provenienza italiana”, ha concluso Trichilo.

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