Il terminal Gnl di Veglia, hub strategico nella partnership Usa-Croazia

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Il terminal Gnl di Veglia, hub strategico nella partnership Usa-Croazia
Il rigassificatore di Castelmuschio (Omišalj), sull'isola di Veglia (Krk). Foto Roni Brmalj

Il premier croato Andrej Plenković ha incontrato a Varsavia il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione transatlantica nel settore energetico e attrarre nuovi investimenti americani. L’incontro è avvenuto a margine del vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari (3SI), che si è svolto nella capitale polacca e ha riunito 13 Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Al centro del dialogo, un’infrastruttura strategica per la Croazia e per l’intera regione: il rigassificatore di Castelmuschio (Omišalj), situato sull’isola di Veglia (Krk). Il terminal Gnl è diventato un nodo cruciale nella mappa energetica dell’Europa sudorientale, soprattutto dopo la drastica riduzione delle forniture di gas russo a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel 2022.

“Siamo determinati ad attrarre nuovi investimenti da parte delle aziende americane e ad aumentare lo scambio economico con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Plenković, sottolineando la crescita del Pil croato e l’affidabilità creditizia del Paese. Il premier ha inoltre evidenziato che il 65% delle navi che approdano al terminal di Castelmuschio provengono dagli Usa, un dato che testimonia la solidità del legame energetico tra Washington e Zagabria.

Gli Stati Uniti, principali esportatori mondiali di gas naturale liquefatto, hanno giocato un ruolo fondamentale nel riequilibrare le forniture energetiche in Europa. E secondo quanto affermato da Wright a Reuters, le esportazioni americane di Lng verso il Vecchio Continente continueranno a crescere. Questo pone la Croazia in una posizione chiave come piattaforma logistica e distributiva per il gas naturale, con il rigassificatore quarnerino che funge da porta d’ingresso per l’approvvigionamento energetico nella regione, riporta l’agenzia Hina.

“Con i terminal per petrolio e Lng a Veglia, la Croazia sta diventando un hub energetico regionale”, ha ribadito Plenković. La posizione strategica del Paese tra il Baltico, l’Adriatico e il Mar Nero, unita alle infrastrutture in crescita, rafforza la sua rilevanza geopolitica e ne fa un punto d’interesse per gli investitori americani, come osservano molti analisti.

L’Iniziativa dei Tre Mari, nata nel 2015 con il sostegno degli Stati Uniti, promuove la cooperazione in ambito energetico, digitale e infrastrutturale tra i Paesi dell’Europa centrale e orientale. Oltre alla Croazia, ne fanno parte Polonia, Austria, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e, dal 2023, anche la Grecia. L’adesione è riservata agli Stati membri dell’Ue per garantire omogeneità legislativa e maggiore efficacia nella realizzazione dei progetti comuni.

La partecipazione del ministro Wright a Varsavia è stata interpretata da diversi osservatori come la conferma dell’interesse persistente dell’amministrazione Trump nei confronti dell’Iniziativa. Al vertice polacco è emersa anche la volontà di ampliare il partenariato: a Moldavia e Ucraina, già membri associati, si aggiungeranno anche Montenegro e Albania. Nuovi partner strategici saranno Turchia e Spagna, mentre restano centrali i legami con Stati Uniti, Germania, Commissione europea e Giappone.

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