Il sistema fieristico rappresenta un pilastro strategico del sistema economico italiano, fungendo da piattaforma indispensabile per la visibilità e la promozione dei prodotti Made in Italy sul mercato internazionale. L’Italia si posiziona al quarto posto al mondo per superficie espositiva coperta, con circa 2,5 milioni di metri quadrati. Soltanto nel 2025 sul territorio nazionale sono state organizzate 915 fiere che hanno attratto oltre 17 milioni di visitatori e altre 89 sono state allestite all’estero, distribuite su ben 20 Paesi. Anche l’anno 2026 si prospetta proficuo per il sistema fieristico italiano, con l’obiettivo di coinvolgere quante più realtà imprenditoriali nella loro internazionalizzazione. Per ribadire questo impegno martedì il ministro degli Affari Esteri, nonché Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani ha presentato presso la Farnesina il calendario fieristico 2026, in una conferenza alla quale sono intervenuti anche il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, il presidente di Associazione Espositori e Fiere Italiane (AEFI) Maurizio Danese, il presidente di IT-EX Raffaello Napoleone, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e alcuni rappresentanti del settore fieristico nazionale.

Un settore fondamentale
“L’export rappresenta un settore fondamentale dell’economia italiana, costituendo quasi il 40% del PIL. Il sistema fieristico è un fondamentale veicolo di accelerazione del nostro export e il gioco di squadra è quello che porta i risultati migliori. In giro per il mondo si parla sempre più del nostro modello di export fondato sulla forza delle nostre piccole e medie imprese – ha spiegato Tajani –. La riforma del Ministero degli Esteri ha portato alla creazione, dal primo gennaio di quest’anno, di una nuova direzione generale destinata ad occuparsi della crescita, riassumendo in un certo modo la strategia di diplomazia e piano d’azione per l’export che abbiamo disegnato in questi anni”. Come dichiarato dal ministro, i risultati sono stati finora positivi. “Negli Stati Uniti abbiamo raggiunto il +8% nonostante i dazi, in India +7,6%, in Medio Oriente +8%. Abbiamo realizzato una serie di iniziative: sono cresciute le sedi di rappresentanza di ICE, Simest e SACE in giro per il mondo e tutte le mie missioni sono state finalizzate a rafforzare la presenza delle nostre imprese sia per l’internazionalizzazione, sia per l’export”, ha illustrato. Cambiamenti in questo senso in atto anche nel sistema diplomatico. “Oggi tutte le ambasciate sono diventate trampolino di lancio per le imprese italiane. L’obiettivo è quello di non lasciare solo alcun imprenditore italiano che lavora fuori dai confini nazionali”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. I piani per il futuro sono chiari: “Dobbiamo continuare a lavorare e stiamo preparando una serie di grandi eventi. Il sostegno che vogliamo dare al sistema fieristico sarà una priorità anche nel 2026. Abbiamo davanti un anno molto importante. Vogliamo portare sempre più importatori e compratori in Italia e facilitare sempre più contatti operativi all’estero. Riteniamo che le fiere siano lo strumento migliore per far conoscere la nostra qualità e il nostro saper fare, non soltanto le grandi imprese ma anche quelle piccole e medie che cercheremo di accompagnare con un sostegno politico, economico e finanziario attraverso le società che favoriscono l’internazionalizzazione e l’export. Sono convinto che otterremo degli ottimi risultati”.
Promozione e sviluppo del Made in Italy
Nel suo intervento Zoppas ha affermato che “le fiere rappresentano il momento durante il quale l’imprenditore ha la possibilità di curare l’esposizione del proprio prodotto”, e che “la diplomazia della crescita promossa dal ministro Tajani vuole massimizzare due momenti fondamentali che si esprimono attraverso le fiere: la promozione e lo sviluppo del Made in Italy”. Come ricordato dal suo presidente, l’Agenzia ICE fornisce un supporto fondamentale al sistema fieristico italiano: nel 2025 ha organizzato 245 padiglioni nazionali all’estero, nei quali ha portato 6.560 imprese italiane. Allo stesso tempo, sul territorio italiano ha organizzato 125 incoming (organizzazione di gruppi di buyer) nelle principali fiere del Paese, alle quali ha portato 11.500 operatori esteri, che hanno incontrato gli imprenditori locali. Per il 2026 “il nostro piano è quello di organizzare 350 padiglioni all’estero, portandovi circa 8mila imprese, mentre in Italia stimiamo di organizzare 150 incoming in cui porteremo sui 13.500 imprenditori. Ma non solo: quello che intendiamo fare è lavorare a degli strumenti che possono in qualche modo massimizzare l’efficienza e l’efficacia del business matching”, ha annunciato Zoppas. Come ha quindi illustrato Danese, per la rete di piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto italiano “L’industria fieristica ha un’importanza strategica: rappresenta un asset fondamentale per la crescita della vocazione all’export che contraddistingue il nostro Paese, e come tale sostiene e promuove politiche di indirizzo finalizzate ad ampliare il perimetro di azione delle nostre aziende, fiore all’occhiello del tessuto produttivo nazionale ed espressione degli elevati standard qualitativi delle produzioni destinate ai mercati internazionali”. Una dimensione che, nelle parole del presidente di AEFI, va ben oltre quella commerciale; le fiere infatti “sono luoghi di relazione, di dialogo e di costruzione di nuove opportunità”.

di business in Croazia. Foto Ratko Mavar
Un anno ricco di appuntamenti
Il 30% della produzione e il 60% dell’export nazionale sono generati da imprese attive nelle cinque filiere maggiormente rappresentate dal sistema fieristico: agroalimentare, tecnologia, moda e bellezza, edilizia e arredo e tempo libero. Nel 2026 il calendario fieristico prevede complessivamente 878 tra manifestazioni ed eventi di cui 276 fiere internazionali e 202 nazionali. Il settore food, bevande e ospitalità inciderà per il 12% sul totale degli eventi, seguito con l’11% dal tessile, abbigliamento e moda aggregato allo sport, hobby, intrattenimento ed arte. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle fiere internazionali, la Lombardia guiderà la classifica con 83 manifestazioni, seguita dall’Emilia Romagna (55), Veneto (27), Campania (25) e Toscana (23).
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