Il sindaco di Gospić: «L’ecocidio è un atto terroristico»

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Il sindaco di Gospić: «L’ecocidio è un atto terroristico»
Il sindaco di Gospić Darko Milinović e la ministra per la Protezione ambientale Marija Vučković. Foto: Robert Anic/PIXSELL

Il sindaco di Gospić, Darko Milinović, ha chiesto oggi, martedì 11 agosto, al governo croato e alla Procura dello Stato di valutare la possibilità di qualificare l’emergenza ambientale provocata dall’abbandono illegale di rifiuti a Gospić come un atto terroristico e di perseguire tutti i responsabili.

“Faccio appello alla Procura dello Stato e alle autorità giudiziarie affinché valutino la possibilità di qualificare questo ecocidio come un atto terroristico e affinché tutti i responsabili di questa catena vengano perseguiti”, ha dichiarato Milinović in una lettera aperta.

Secondo il sindaco, a Gospić si è “indiscutibilmente verificato un atto terroristico di ecocidio”, che potrebbe mettere a rischio la salute degli abitanti di Gospić, della Contea della Lika e di Segna, della Contea litoraneo-montana e potenzialmente dell’intera Croazia.

Milinović ha quindi chiesto al governo di avviare con urgenza la bonifica dell’area e ha proposto che sia lo stesso premier Andrej Plenković a guidare una commissione incaricata di gestire l’intervento.

“Accettate questa proposta: una bonifica urgente e Andrej Plenković alla guida della commissione che dovrà occuparsi della sua attuazione”, ha scritto.

Il sindaco ha ricordato di aver chiesto già un anno e mezzo fa che il premier assumesse la guida di una commissione incaricata di avviare una bonifica urgente dei rifiuti presenti a Gospić.

L’allarme sulla fabbrica di litio

Milinović ha inoltre richiamato l’attenzione sul progetto di una fabbrica di litio a Gospić e ha chiesto un incontro con il procuratore dello Stato per verificare se disponga di tutta la documentazione necessaria relativa alla decisione del ministero secondo cui per l’impianto non sarebbe necessaria una valutazione di impatto ambientale.

“Invito tutta la Croazia a stare al fianco di Gospić e a dimostrare in questo modo una nuova forma di patriottismo, di cui oggi abbiamo bisogno tanto quanto nel 1991”, ha affermato Milinović, invitando a unire le forze per proteggere la salute delle persone e impedire ulteriori contaminazioni.

Le dichiarazioni del sindaco arrivano dopo la pubblicazione da parte dell’USKOK dei risultati delle perizie effettuate nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento illegale dei rifiuti.

Gli accertamenti hanno rilevato nell’area del complesso industriale di Gospić grandi quantità di rifiuti di diversa natura, compresi materiali pericolosi ed ecotossici. Le perizie hanno inoltre accertato la contaminazione del terreno e un possibile impatto sulle acque sotterranee.

Gli accertamenti sono stati effettuati nell’ambito dell’indagine nei confronti dei coniugi Šincek e di altre persone sospettate di aver gestito illegalmente i rifiuti. Secondo le informazioni già rese pubbliche, nell’area di Gospić sarebbero state accumulate illegalmente decine di migliaia di tonnellate di rifiuti che, in assenza di una bonifica, potrebbero rappresentare una fonte continua di contaminazione.

«L’acqua a Gospić è potabile»

Milinović è intervenuto anche ai microfoni della televisione N1, dove ha ribadito con toni molto duri le proprie preoccupazioni. “Controlliamo la qualità dell’acqua ogni settimana e l’acqua a Gospić è potabile. Nel rapporto si afferma che nuovi episodi di contaminazione dipendono dalla bonifica urgente, e questo significa dal governo e da Plenković”, ha dichiarato.

Il sindaco ha quindi rivolto un appello all’intero Paese. “Invito tutta la Croazia a unirsi a noi per fermare questo mostro. E questo mostro si chiama terrorismo dell’ecocidio a Gospić, e potenzialmente in tutta la Croazia”, ha detto.

Milinović ha precisato di non aver convocato una protesta, ma non ha escluso che questa possa essere una delle prossime possibilità. “Questo è terrorismo e la Croazia deve unirsi e dire: basta”, ha affermato.

Infine, il sindaco ha criticato duramente anche la ministra della Protezione dell’ambiente Marija Vučković, contestando una sua precedente dichiarazione secondo cui la questione non sarebbe stata risolta durante il suo mandato. “È terribile la dichiarazione della ministra Vučković secondo cui questo problema non sarà risolto durante il suo mandato”, ha concluso Milinović.

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